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Luca Masrè Passaro
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Gemini gratuito: dal 9 ottobre resta il Lite

Gemini gratuito dal 9 ottobre: chi non paga avrà solo Flash-Lite, e anche AI Plus perderà il modello Pro. Cosa cambia per chi lavora e come prepararti.

LMP Luca Masrè Passaro
·
08.10.2026
Illustrazione in stile Ghibli: una ragazza in una biblioteca guarda le grandi lanterne accese al piano di sopra, oltre un cordone rosso che chiude la scala

Apri Gemini, incolli un contratto di dodici pagine e chiedi quali sono i tre punti che ti devono preoccupare. Lo fai da mesi, senza abbonamento, e la risposta arriva. Da venerdì 9 ottobre, se continui a non pagare, quel lavoro lo farà un modello più piccolo.

Google l’ha scritto in una pagina del suo Centro assistenza, aggiornata questa settimana. La stampa tecnologica americana se n’è accorta sabato 3 ottobre. Una pagina di assistenza e una tabella con dei segni di spunta: è così che di solito si annunciano le cose che tolgono.

In breve

Dal 9 ottobre 2026 l’app Gemini cambia i modelli a disposizione di chi la usa con un account personale. Chi non ha un abbonamento avrà solo Flash-Lite, il modello più leggero, e perderà Flash e Pro. Chi paga Google AI Plus terrà Flash-Lite e Flash ma perderà Pro, in una data che Google comunica a ciascuno per email. AI Pro e AI Ultra tengono tutti e tre i modelli e in più hanno Deep Think. Google l’ha scritto nella sua pagina di assistenza, anche in italiano, senza spiegare il motivo. Se usi Gemini per lavoro senza pagare, i giorni che restano servono a una cosa sola: provare oggi i tuoi compiti veri con il modello che avrai domani.

Cosa cambia dal 9 ottobre

La pagina si intitola «Modifiche all’accesso e ai limiti dei modelli Gemini». La frase che conta è all’inizio: da ottobre 2026 cambia la disponibilità dei modelli nelle app Gemini «quando utilizzi un account personale». Per chi non ha un abbonamento la data è il 9 ottobre. Per chi ha AI Plus, scrive Google, arriverà un’email che spiega quando il cambiamento lo riguarderà.

Poi c’è la tabella. Tre colonne, una per modello, e quattro righe, una per piano.

  • Senza piano: solo Flash-Lite.
  • AI Plus: Flash-Lite e Flash.
  • AI Pro: Flash-Lite, Flash e Pro, più l’opzione Deep Think.
  • AI Ultra: Flash-Lite, Flash e Pro, più l’opzione Deep Think.

Letta al contrario, la tabella dice cosa sparisce. Secondo 9to5Google, che ha dato i numeri di versione, dal 9 ottobre chi non paga non potrà più usare Flash 3.6 né Pro 3.1 e resterà con Flash-Lite 3.5. Fino a quel giorno, quindi, li ha. Chi paga AI Plus, negli Stati Uniti 4,99 dollari al mese, perde Pro. Chi paga AI Pro, 19,99 dollari, guadagna Deep Think, che oggi è riservato ai piani Ultra da 99,99 e 199,99 dollari. Sono prezzi americani: quelli italiani li trovi nella pagina dei piani di Google.

C’è un’ultima novità, che vale per tutti. Per ogni modello disponibile potrai scegliere un livello di impegno: basso, medio o alto. Più alto vuol dire risposte più complete, scrive Google, ma anche «una porzione maggiore del tuo limite». La manopola c’è. Ogni giro si paga in limite.

Il menu dei modelli si accorcia. E si accorcia dal basso.

Tre modelli, spiegati come in uno studio

Flash-Lite, Flash, Pro: detti così sembrano taglie di un detersivo. Proviamo con un’immagine più vicina a chi lavora.

Pensa a uno studio professionale. Flash-Lite è il praticante sveglio: risponde subito, sbriga le cose semplici, non si stanca mai. Flash è il collaboratore con qualche anno di esperienza. Pro è il socio anziano: ci mette di più, ma il fascicolo complicato lo porti a lui. Deep Think, infine, è il socio che prima di risponderti prova più strade in parallelo e poi sceglie: Google lo chiama «massimo ragionamento parallelo».

L’immagine è mia, la sostanza no. Il blog italiano di Pasquale Pillitteri, che ne ha scritto sabato, descrive Flash-Lite come il modello più piccolo ed economico della famiglia, fatto per risposte rapide a domande semplici; Pro come il modello di punta per ragionamento e codice. La sua valutazione è netta: per riassunti brevi, traduzioni e ricerche veloci Flash-Lite basta; su codice lungo, analisi di documenti e ragionamenti a più passaggi la distanza da Flash e Pro si vedrà.

Ora rileggi l’esempio da cui siamo partiti. Il contratto di dodici pagine, i punti critici, la mail delicata da scrivere al cliente dopo una riunione andata male. È esattamente la zona in cui, secondo quella valutazione, la differenza si sente.

Un praticante è prezioso. Il fascicolo del cliente più importante, però, lo dai al socio.

Perché adesso: quello che Google dice e quello che lascia intuire

Il motivo, nella pagina, non c’è. Google descrive cosa cambia e quando, e si ferma lì. Ci sono però due fatti, scritti dalla stessa Google, che aiutano a leggere il resto.

Il primo è di maggio. Dal 17 maggio 2026 per chi ha più di 18 anni, e dal 24 luglio per i più giovani, Gemini conta l’uso in base al calcolo, cioè alla potenza di elaborazione che ogni richiesta consuma. Il limite si ricarica ogni cinque ore fino a un tetto settimanale, e il conto tiene presenti la complessità della richiesta, le funzioni che usi e la lunghezza della chat. I modelli e le funzioni più pesanti, scrive Google, ti fanno arrivare al limite prima. Chi ha AI Plus ha il doppio del limite standard, AI Pro il quadruplo, AI Ultra 5 oppure 20 volte AI Pro, a seconda dell’abbonamento.

Il secondo fatto è di mercoledì scorso. Il 30 settembre Google ha annunciato Gemini 4 Argon, il suo nuovo modello di punta, dato per primo a un gruppo di esperti di sicurezza informatica e poi, senza una data, a tutti gli altri, «a partire dai clienti paganti delle API e dagli abbonati Google AI Ultra». Le API sono la porta da cui i programmatori usano il modello dentro i loro programmi. Android Headlines fa notare la vicinanza fra le due cose: il taglio arriva subito dopo il lancio.

Le letture, da qui in poi, sono letture. Pillitteri ne propone una tecnica: quando un’azienda stringe la versione di base pochi giorni dopo un grande lancio, scrive, di solito c’entrano i server sotto pressione più di un’improvvisa scoperta del valore dei piani a pagamento. Lo presenta come sua opinione, e Google non l’ha confermata.

La mia è più semplice. Ogni risposta di un modello grande costa calcolo, e il calcolo costa soldi. A luglio ho scritto che il conto esiste sempre, cambia solo l’intestatario. La mia lettura è che offrire Flash e Pro senza abbonamento servisse anche ad abituare le persone a usarli, e che intanto una parte del conto la coprisse Google. Da venerdì, per chi non paga, l’intestatario cambia.

Fino a oggi Flash e Pro te li dava in regalo. Da venerdì il regalo diventa un listino.

La pagina che vende e la pagina che toglie

Qui entra il mio mestiere, perché la notizia è anche un piccolo caso di comunicazione.

Guarda le parole scelte. Google parla di «modifiche alla disponibilità dei modelli». La frase è vera, e scivola via. Chi usava Pro senza pagare, o con AI Plus, la vive in un altro modo: gli tolgono una cosa che aveva. Le stesse informazioni potevano essere scritte come «a cambiamento completato, il modello Pro sarà solo nei piani Pro e Ultra». Più chiaro. Anche più doloroso da leggere.

Poi guarda dove sta scritto. Domenica mattina, mentre preparavo questo articolo, la pagina italiana dei piani Google AI descriveva ancora AI Plus con queste parole: «Accesso più ampio a Gemini 3.1 Pro e Deep Research in Gemini». La pagina che vende promette il modello Pro. La pagina di assistenza annuncia che Pro, per quel piano, se ne va. Magari la prima verrà aggiornata nei prossimi giorni. Per ora le due pagine raccontano due storie diverse, e chi compra legge quella che vende.

Infine guarda come arriva la notizia a chi è coinvolto. Simon Batt, giornalista di XDA, se n’è accorto aprendo Gemini sul web: una notifica lo avvisava che avrebbe perso il modello Pro «nelle prossime settimane». Racconta anche come era arrivato ad AI Plus: circa tre mesi prima Google gli aveva offerto il piano con uno sconto di circa il 75% per tre mesi, e l’accesso a Pro era una delle ragioni principali per tenerlo. Adesso, scrive, forse è il momento di guardare cosa fanno i concorrenti.

Questa storia ha un nome, in psicologia: avversione alla perdita. Una cosa che perdi pesa più della stessa cosa che non hai mai avuto. Chi entra in un piano attratto da Pro e poi lo vede sparire rischia di viverlo come una promessa rimangiata. Google, dal canto suo, ricorda che puoi modificare o annullare il piano in qualsiasi momento. Ed è proprio quella libertà che Batt sta pensando di usare.

Una cosa tolta pesa più di una cosa mai data. Chi fa i prezzi lo sa. Chi li subisce lo scopre il giorno dopo.

La scala dei prezzi, letta da chi fa comunicazione

Guarda come sarà la scala a cambiamento completato. In basso la versione senza abbonamento, con il modello più leggero. Un gradino sopra AI Plus, che perde Pro. Al centro AI Pro, che tiene Pro e guadagna Deep Think. In cima Ultra. Il gradino di mezzo si arricchisce, quelli di sotto si alleggeriscono: la distanza fra il piano più economico e quello di mezzo si allarga.

È una struttura che chi fa marketing conosce bene. Quando accanto a 19,99 dollari vedi 199,99, il primo numero smette di sembrare una spesa e comincia a sembrare buon senso. È lo stesso meccanismo per cui il primo numero decide la trattativa: il prezzo alto, anche se non lo compri, cambia il modo in cui leggi quelli bassi.

E la versione di base cambia ruolo, almeno in parte. Pillitteri usa una parola precisa: diventa un assaggio per chi non ha ancora deciso se pagare, e per le domande semplici resta più che sufficiente. Nella mia lettura, da venerdì fa anche un altro lavoro: la vetrina dei piani a pagamento, quella che ti fa vedere cosa c’è dentro il negozio.

È una tecnica normale, per chi conosce come funzionano i prezzi. Conviene però vederla con chiarezza, perché le decisioni prese a occhi aperti costano meno di quelle prese per abitudine.

La versione di base resta, e per le cose semplici basta. In più, da venerdì, fa da vetrina.

Come portarlo nel tuo lavoro

Se usi Gemini solo per qualche domanda veloce, probabilmente te ne accorgerai poco. Se ci lavori, hai ancora qualche giorno per decidere con calma: senza abbonamento la data è venerdì 9, con AI Plus quella scritta nell’email di Google. Ecco come li userei.

  1. Prova adesso, con i compiti veri. Prendi tre cose che hai fatto con Gemini questa settimana: un documento lungo da riassumere, un’analisi, una mail delicata. Rifalle con Flash-Lite, se il menu dei modelli te lo fa scegliere, e confronta le risposte. Entro il 9 ottobre saprai se ti basta, invece di scoprirlo venerdì con un cliente che aspetta.
  2. Se paghi AI Plus, cerca l’email di Google. La data in cui perdi Pro è personale e la scrive Google nell’email. Segnatela, e usa i giorni che restano per fare la stessa prova del punto uno con Flash.
  3. Usa il livello di impegno come una manopola che costa. Alto dà risposte più complete e consuma più limite. Tienilo per il compito difficile della giornata e lascia le domande semplici al livello basso: così consumi meno limite. Quanto ti durerà dipende comunque da quanto e come usi Gemini.
  4. Scegli il modello in base al compito. La domanda utile è quale modello serve per quel lavoro, come spiegavo parlando di chi vince fra GPT-6 Astra e Claude Fable 5.1. Se per i documenti lunghi Flash-Lite ti sta stretto, prova prima se ti basta Flash, che resta nel piano AI Plus. Se ti serve proprio Pro, le strade sono due: passare ad AI Pro, oppure affidare solo quei compiti a un altro assistente e tenere Gemini per il resto.
  5. Tieni il tuo metodo fuori dall’app. Le istruzioni che funzionano, gli esempi, il contesto dei tuoi clienti: salvali in un documento tuo. L’app di Gemini cambia in fretta: pochi giorni fa Google ha annunciato che i Gem, le istruzioni su misura che molti si erano costruiti, lasceranno il posto alle skill, istruzioni riutilizzabili che richiami direttamente nella chat. Un metodo che sta in un tuo documento lo porti con te, qualunque modello userai.
  6. Se lavori con altri, decidi chi ha bisogno di Pro. In uno studio spesso basta che lo abbia chi fa davvero analisi e documenti complessi. E se usate Gemini con gli account di lavoro dell’azienda, ricorda che la pagina di Google parla di account personali: per sapere cosa vale per voi, chiedi a chi gestisce gli account.

Fai il conto in ore, oltre che in euro. Se il modello migliore ti fa risparmiare un’ora a settimana su un lavoro che fatturi, il prezzo dell’abbonamento si legge in un altro modo. Se invece lo usavi per curiosità, Flash-Lite è un ottimo modo di continuare a curiosare.

Il piano giusto si sceglie con i tuoi compiti sul tavolo e il cronometro in mano.

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Domande frequenti

Cosa cambia in Gemini dal 9 ottobre 2026?

Dal 9 ottobre chi usa l’app Gemini con un account personale senza abbonamento avrà solo il modello Flash-Lite e perderà Flash e Pro. Gli abbonati AI Plus terranno Flash-Lite e Flash ma perderanno Pro, in una data comunicata per email. AI Pro e AI Ultra mantengono tutti e tre i modelli e hanno anche l’opzione Deep Think.

La versione gratuita di Gemini resta?

Sì. Chi non paga continua a usare Gemini con Flash-Lite, il modello più leggero, adatto alle domande semplici e veloci. Restano anche i limiti di utilizzo introdotti a maggio, che si ricaricano ogni cinque ore fino a un tetto settimanale.

Ho AI Plus: quando perdo il modello Pro?

Google non ha dato una data unica: scrive che gli abbonati AI Plus riceveranno un’email che spiega quando il cambiamento entrerà in vigore per il loro account. Dopo il cambiamento, AI Plus avrà Flash-Lite e Flash.

Cos’è Deep Think e chi lo avrà?

Deep Think è un’opzione che fa ragionare il modello su più strade in parallelo prima di rispondere; Google la descrive come «massimo ragionamento parallelo». Secondo la pagina di assistenza sarà disponibile per gli abbonati AI Pro e AI Ultra. Secondo 9to5Google oggi è riservata ai piani Ultra.

Il cambiamento vale anche in Italia?

La pagina di Google esiste anche in italiano e annuncia le stesse modifiche, senza fare distinzioni per paese. Riguarda le app Gemini usate con un account personale; per gli account di lavoro o della scuola la pagina non dice nulla.

Cosa sono i livelli di impegno?

Per ogni modello disponibile potrai scegliere un livello di impegno basso, medio o alto. Con il livello alto il modello completa meglio le attività e dà risposte più complete, ma consuma una porzione maggiore del tuo limite di utilizzo.

Fonti

Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana — Luca Masrè Passaro
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Luca Masrè Passaro

Comunicazione, psicologia e persuasione. Autore del Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana.

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