Chiedi a ChatGPT un’immagine. Aspetti. Pochi secondi in cui guardi lo schermo e basta, con la testa già dentro la cosa che hai chiesto di vedere.
Negli Stati Uniti, entro la fine di ottobre, qualcuno proverà a vendere qualcosa proprio in quei secondi. Lunedì 5 ottobre OpenAI ha annunciato un nuovo formato di pubblicità dentro ChatGPT: annunci fatti di immagini, che compaiono mentre il sistema sta creando la tua. Per ora è un test, con un primo gruppo di inserzionisti.
Sembra una notizia piccola. Un riquadro in più su uno schermo. Dentro però c’è una frase scritta da OpenAI stessa, e chi fa comunicazione dovrebbe leggerla due volte: il nuovo formato «aiuta le persone a immaginare come prodotti e servizi potrebbero entrare nella loro vita». Immaginare. È uno dei verbi più potenti della persuasione. E adesso è il principio di un test dentro lo strumento che molti usano per lavorare.
In breve
Il 5 ottobre 2026 OpenAI ha presentato un nuovo formato pubblicitario per immagini in ChatGPT: comparirà mentre generi un’immagine, etichettato come pubblicità e separato da quella che stai creando. Il test parte entro fine mese negli Stati Uniti, con un primo gruppo di inserzionisti. Insieme arrivano nuovi strumenti per misurare le vendite e le «frasi negative», con cui alcuni marchi possono tenersi lontani da certe conversazioni. In Italia gli annunci ci sono già dal 24 agosto per chi usa il piano Free o Go (che è a pagamento, ma economico), e le aziende italiane possono comprarli da sole con Ads Manager. Chi ha Plus, Pro o Business, o usa una chat temporanea, resta fuori dalla pubblicità.
Cosa ha annunciato OpenAI
I fatti, uno alla volta. OpenAI introduce in ChatGPT un annuncio visivo: immagini che mostrano un prodotto, il prodotto mentre viene usato, oppure le esperienze che rende possibili. La prima prova si farà durante la generazione delle immagini. Gli annunci, scrive l’azienda, saranno «chiaramente etichettati» e resteranno separati dall’immagine che stai creando. The Decoder li descrive sotto l’immagine in lavorazione, come carosello o come fila di immagini di prodotto.
Il test comincia entro la fine del mese negli Stati Uniti, con un primo gruppo di inserzionisti. Per gli altri Paesi, nell’annuncio, nessuna data.
Per capire il salto bisogna sapere cosa c’era prima. Finora, racconta The Verge, gli annunci in ChatGPT erano un cartello: nome dell’azienda, logo e un link, in uno spazio «sponsorizzato» sotto la risposta. Adesso il cartello diventa vetrina.
La seconda metà dell’annuncio parla agli inserzionisti, e si capisce meglio leggendo anche il blog pubblicitario di OpenAI uscito lo stesso giorno. Arrivano collegamenti con i sistemi che le aziende già usano per contare le conversioni, cioè le azioni misurate come acquisti o iscrizioni (Hightouch, Tealium, LiveRamp), una lista di società che misurano da dove arriva un cliente, e i primi esperimenti per capire quante vendite un annuncio porta davvero in più, che OpenAI stessa definisce «ancora agli inizi». Agli inserzionisti che ne hanno i requisiti arrivano le «Negative Phrases»: frasi con cui un marchio chiede di stare lontano da conversazioni che non vuole accanto al proprio nome. E OpenAI sta sviluppando progetti pilota con DoubleVerify e Integral Ad Science, società che controllano per conto dei marchi dove finiscono gli annunci: dovranno valutare, in un ambiente di prova controllato e senza accesso alle conversazioni private, come vengono applicate le protezioni per i marchi.
Messo in fila, è il ritratto di una piattaforma pubblicitaria che cresce: più formati, più misure, più garanzie per chi paga. La vetrina si accende proprio quando hai chiesto di vedere qualcosa.
Gli annunci in ChatGPT ci sono già. Anche da noi
La pubblicità in ChatGPT ha una data di nascita precisa: il test è partito negli Stati Uniti il 9 febbraio 2026. Dal 24 agosto è arrivata in 31 Paesi europei, Italia compresa, per chi usa i piani Free e Go. Plus e Pro ne restano fuori, e lo stesso vale per gli account Business, Enterprise ed Edu. Agli account identificati come minorenni gli annunci non vengono mostrati.
Dal 31 agosto, poi, in Europa le aziende possono comprare gli annunci da sole, con Ads Manager, senza passare da un’agenzia. Nella lista ufficiale dei Paesi l’Italia è segnata come disponibile: serve che la società che fa pubblicità e riceve la fattura abbia sede in uno dei Paesi elencati. OpenAI scrive che lo strumento, introdotto a maggio, ha aperto la piattaforma alle piccole e medie imprese, che oggi pesano per una parte importante del giro d’affari.
I numeri spiegano la fretta. Secondo OpenAI, in meno di 200 giorni dal lancio la pubblicità in ChatGPT ha raggiunto un ritmo di ricavi da un miliardo di dollari l’anno, con decine di migliaia di inserzionisti e annunci in più di 40 Paesi. ChatGPT, dice l’azienda, raggiunge 1,2 miliardi di persone a settimana. The Decoder ricorda l’altra faccia: all’inizio dell’anno pagava un abbonamento solo il 5% circa degli utenti.
Quindi il conto è semplice. La grande maggioranza usa ChatGPT senza pagare, e qualcuno deve pagare per loro. Ne ho scritto in un pezzo su chi paga davvero i servizi che usiamo senza abbonamento, e la stessa domanda torna nella stretta di Google sul piano base di Gemini. Due strade diverse per lo stesso problema: chi riduce quello che dà, chi vende lo spazio accanto.
Il piano Free ha sempre avuto un prezzo. Adesso lo vedi scritto sullo schermo.
Il verbo che conta: immaginare
Torniamo alla frase di OpenAI. Il nuovo annuncio serve ad aiutare le persone a immaginare come un prodotto entrerebbe nella loro vita. Chi studia la persuasione riconosce subito il meccanismo, perché ha un nome e una storia.
Nel 1982 tre psicologi, W. Larry Gregory, Robert Cialdini e Kathleen Carpenter, pubblicarono uno studio il cui titolo si chiudeva con una domanda: «Immaginare rende vero?». In quattro esperimenti, le persone guidate a immaginare se stesse dentro un certo evento finivano per crederlo più probabile. Valeva per le cose belle, come vincere un concorso, e per quelle brutte, come essere arrestati. E poi il passaggio che interessa a chi vende: proprietari di casa che avevano immaginato di usare un servizio di TV via cavo erano più propensi ad abbonarsi quando, settimane dopo, qualcuno glielo proponeva.
Gli autori notarono un dettaglio decisivo: l’effetto sull’adesione non era dovuto alle informazioni in più contenute nello scenario. La spiegazione che preferirono è l’euristica della disponibilità, una delle scorciatoie mentali che trovi fra i bias cognitivi: giudichiamo probabile quello che ci viene in mente con facilità. Se ti sei già visto con quella cosa, la scena è lì, pronta.
Ora guarda il momento che OpenAI ha scelto per la prima prova. Questa è una mia lettura, e la dico come tale. Mentre generi un’immagine hai appena chiesto a una macchina di mostrarti qualcosa che ancora non esiste: un logo, una stanza arredata, una scena per una presentazione. Sei, letteralmente, in modalità immaginazione. E stai aspettando, quindi l’attenzione è libera. È difficile trovare un momento migliore per far entrare un prodotto in una scena.
La persuasione che funziona raramente spinge. Più spesso apre una porta e lascia che sia tu a entrare. Una vetrina ti mostra l’oggetto. Questa vuole mostrarti la scena in cui lo stai già usando.
«La pubblicità non tocca le risposte»: cosa vuol dire davvero
OpenAI lo ripete in ogni pagina: la pubblicità non influenza le risposte di ChatGPT. La guida ufficiale spiega che gli annunci girano su sistemi separati dal modello che ti risponde, e che gli inserzionisti non hanno modo di cambiare, ordinare o modificare quello che ChatGPT ti dice. Aggiunge anche una cosa utile da ricordare: vedere un annuncio non vuol dire che OpenAI raccomandi quell’azienda.
Prendila per quello che è: la promessa di un’azienda. The Next Web, quando gli annunci sono arrivati in Europa, ha fatto notare che le garanzie sulla privacy sono principi dichiarati da OpenAI e non fatti verificati da terzi. I progetti pilota con DoubleVerify e Integral Ad Science, quando partiranno, guarderanno alle protezioni per i marchi, cioè accanto a cosa compaiono gli annunci. Il controllo che interessa a te, sull’indipendenza delle risposte, è un’altra faccenda.
Poi c’è come viene scelto l’annuncio. Conta il contesto della conversazione in corso: di cosa stai parlando, cosa stai cercando di fare. Contano la pagina dell’inserzionista, i suoi testi, il pubblico che ha scelto, e quanto offre. Gli annunci personalizzati sul resto del tuo uso di ChatGPT, dice la guida, inizialmente non sono disponibili nello Spazio economico europeo e in Svizzera. In Italia, quindi, per ora l’annuncio nasce dalla chat che hai aperto in quel momento.
Ci sono anche zone escluse. Secondo la guida di OpenAI, gli annunci non sono ammessi vicino a conversazioni su salute personale, salute mentale e politica, e la pubblicità politica in ChatGPT, per ora, non è consentita. Gli inserzionisti, scrive OpenAI, ricevono solo dati aggregati e non vedono le tue chat. Su cosa scrivere e cosa tenere per te dentro ChatGPT vale comunque la regola di sempre, che trovi in cosa evitare di scrivere in ChatGPT.
La risposta, ci dicono, resta tua. L’attenzione accanto alla risposta, da adesso, ha un prezzo.
Se usi ChatGPT con Free o Go
Se usi il piano Free, oppure Go, che è a pagamento ma prevede gli annunci, in Italia puoi già vedere pubblicità sotto le risposte. Quella per immagini, per ora, resta un test americano. Le leve in mano tua sono più di quante pensi.
La prima sta nelle impostazioni, alla voce dei controlli sugli annunci: lì puoi vedere perché ti viene mostrato un certo annuncio e cancellare i dati usati per sceglierli. La seconda è la chat temporanea: secondo la guida di OpenAI, nelle chat temporanee gli annunci non compaiono. La terza è il piano: Plus e Pro sono senza pubblicità, e lo stesso vale per gli account Business, quelli pensati per i team. OpenAI cita anche un’opzione senza abbonamento e senza annunci, con meno messaggi al giorno e senza strumenti come le immagini, avvertendo che la disponibilità cambia da Paese a Paese.
Nota il dettaglio. Nel piano Free possono comparire annunci, mentre l’opzione senza annunci descritta dalla guida toglie proprio gli strumenti per le immagini. Ed è sulle immagini che OpenAI ha scelto di provare il nuovo formato.
C’è poi una funzione curiosa: dal menu a tre puntini di un annuncio puoi chiedere a ChatGPT di parlartene. Secondo OpenAI gli inserzionisti non influenzano nemmeno queste risposte. Usala come useresti un amico competente davanti a una vetrina: per farti dire cosa stai guardando, prima di innamorartene.
L’abitudine più utile, però, è semplice. Quando chiedi a ChatGPT di confrontare prodotti, fornitori o servizi, leggi prima la risposta e solo dopo il riquadro sponsorizzato. Due fonti diverse, con due mestieri diversi. Tenerle separate nella testa è il tuo lavoro.
Se vendi qualcosa
Qui la notizia diventa un’occasione, a patto di leggerla con calma. Oggi un’azienda italiana può fare pubblicità su ChatGPT da sola, con Ads Manager. Per il formato per immagini, in Italia, una disponibilità non è stata annunciata. Intanto il blog pubblicitario di OpenAI racconta qualcosa di più interessante del formato: come si comportano le persone.
OpenAI scrive che chi arriva su ChatGPT spesso sta lavorando a una decisione, e che cliccare un annuncio può non essere la mossa successiva. Registra quindi anche azioni che arrivano dopo la sola visualizzazione, senza clic. In una prima analisi di campagne nel mondo, ottimizzate per risultati vicini all’acquisto, il 52,7% di queste azioni avvenute entro un giorno dalla visualizzazione è arrivato entro un’ora. È un dato sui tempi: da solo non dice quante di quelle azioni siano state causate dalla pubblicità. Dice però una cosa utile a chi vende: guardare solo i clic racconta una parte della storia. La mia deduzione è che, in un ambiente così, l’immagine e il momento conteranno parecchio, accanto al clic.
Poi ci sono i casi citati. Secondo DV Rockerbox, il costo per acquisizione attribuito agli annunci ChatGPT di WeightWatchers era inferiore del 15,3% al suo riferimento complessivo sulla ricerca a pagamento. Secondo WorkMagic, il 67% degli acquisti in più portati dagli annunci del marchio Dose veniva da clienti nuovi. Secondo Triple Whale, il 93% dei visitatori arrivati a Portland Leather dagli annunci in ChatGPT era nuovo. Sono numeri scelti da OpenAI e dai suoi partner per presentare il prodotto, un marchio per volta. Valgono come segnale. Le fonti che ho consultato non riportano una media complessiva dei risultati.
Per chi vende c’è anche un cambio di mentalità. ChatGPT sta diventando un posto dove le persone scelgono cosa comprare: lo avevamo già visto con la prova dei vestiti con un selfie, e OpenAI scrive apertamente di voler aiutare le persone a scoprire prodotti, valutare opzioni e decidere dentro ChatGPT. Chi ci arriva ha già una domanda precisa. Il tuo annuncio compare dentro quella domanda, e la psicologia del marketing lo sa da sempre: il momento in cui compari conta quanto quello che dici.
Chi ti vede su ChatGPT sta già cercando. Il tuo lavoro è farti trovare dentro la scena giusta.
Come portarlo nel tuo lavoro
Se usi ChatGPT per lavoro con un piano Free o Go, parti da qui: per le ricerche su fornitori, prodotti e prezzi apri una chat temporanea, oppure valuta un piano senza pubblicità. Se hai un team, gli account Business sono senza annunci, ed è un motivo in più per togliere i colleghi dagli account personali.
Se vendi e vuoi provare, fallo in piccolo e con gli strumenti giusti accesi. Prima installa la misurazione delle conversioni, perché senza quella guarderai solo i clic e ti perderai le azioni successive alla visualizzazione, che i clic da soli descrivono male. Poi, in vista di un’eventuale disponibilità del formato in Italia, io preparerei anche immagini del prodotto in uso, o dell’esperienza che rende possibile: è il tipo di immagine che OpenAI descrive per il nuovo annuncio. Se ne hai i requisiti, imposta le frasi da cui vuoi stare lontano. E confronta il costo per cliente con quello dei canali che già usi, invece di fidarti dei casi di successo altrui.
Se scrivi per vendere, anche fuori da ChatGPT, la lezione dello studio del 1982 vale lo stesso. Nelle tue pagine, nelle tue mail, nelle tue presentazioni descrivi una scena riconoscibile in cui il cliente usa il tuo servizio, con il suo lunedì mattina e i suoi problemi veri.
Nel formato annunciato da OpenAI io riconosco un meccanismo studiato più di quarant’anni fa: immaginare un prodotto nella propria vita. Conviene conoscerlo, da qualunque lato dello schermo tu stia.
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Domande frequenti
Vedrò gli annunci per immagini di ChatGPT anche in Italia?
Per ora il test riguarda solo gli Stati Uniti, parte entro fine ottobre 2026 e coinvolge un primo gruppo di inserzionisti. Nell’annuncio OpenAI non indica date per gli altri Paesi. In Italia, dal 24 agosto, chi usa i piani Free e Go vede già gli annunci sotto le risposte.
La pubblicità cambia le risposte di ChatGPT?
OpenAI dice di no: gli annunci girano su sistemi separati e gli inserzionisti non possono modificare le risposte. È una garanzia dichiarata dall’azienda. Per sicurezza, quando confronti prodotti o fornitori, tieni distinti la risposta e il riquadro sponsorizzato.
Come si evitano gli annunci in ChatGPT?
Con un piano senza pubblicità (Plus, Pro, Business, Enterprise, Edu) oppure usando la chat temporanea, dove gli annunci non compaiono. OpenAI cita anche un’opzione senza abbonamento e senza annunci, con limiti in più, la cui disponibilità cambia da Paese a Paese. Nelle impostazioni puoi vedere perché ti viene mostrato un annuncio e cancellare i dati usati per sceglierlo.
Un’azienda italiana può fare pubblicità su ChatGPT?
Sì. Dal 31 agosto 2026 Ads Manager, lo strumento per comprare e gestire gli annunci in autonomia, è aperto in Europa, e nella lista ufficiale l’Italia risulta disponibile. La società che fa pubblicità e riceve la fattura deve avere sede in uno dei Paesi elencati. Le aziende più grandi possono passare anche dal team commerciale di OpenAI o dalle agenzie partner.
ChatGPT usa le mie conversazioni per scegliere gli annunci?
Usa il contesto della chat in corso. Gli annunci personalizzati sul resto del tuo uso di ChatGPT, secondo la guida di OpenAI, inizialmente non sono disponibili nello Spazio economico europeo e in Svizzera. OpenAI dichiara che gli inserzionisti ricevono solo dati aggregati, come visualizzazioni e clic, e non vedono le conversazioni.
Fonti
- OpenAI, Building advertising for the way people use AI, 5 ottobre 2026
- OpenAI Ads, More ways to measure ChatGPT Ads, 5 ottobre 2026
- The Verge, OpenAI is sticking more ads in ChatGPT, 5 ottobre 2026
- The Decoder, ChatGPT’s new ad format fills the image generation loading screen with product carousels, 5 ottobre 2026
- OpenAI Help Center, Ads in ChatGPT, consultato il 5 ottobre 2026
- OpenAI Help Center, Ads Manager Availability, consultato il 5 ottobre 2026
- OpenAI, A milestone in expanding access to AI, 31 agosto 2026
- The Next Web, OpenAI is bringing ChatGPT ads to 31 European countries, 20 agosto 2026
- Open, Su ChatGPT arriva la pubblicità: dal 24 agosto annunci per gli utenti senza abbonamento premium, 19 agosto 2026
- W. L. Gregory, R. B. Cialdini, K. M. Carpenter, Self-relevant scenarios as mediators of likelihood estimates and compliance: Does imagining make it so?, Journal of Personality and Social Psychology, 43, 1982