Questa settimana, in cima alla classifica di GitHub, diversi progetti scrivono le istruzioni per un lettore particolare: il tuo assistente AI. Il Terminale, la finestra nera dove si scrivono i comandi, lo apre lui.
Il caso più chiaro è un televisore. Fra i quaranta progetti nati negli ultimi sette giorni con più stelle — la stella è il modo in cui su GitHub si segnala un progetto che interessa — cinque servono a ripulire il televisore o a cambiargli la schermata iniziale. Uno di questi, Free My TV, ha una sezione che si chiama «la strada facile»: accendi la modalità sviluppatore del televisore, apri Claude Code e gli scrivi una frase. Al resto, promettono gli autori, pensa lui. VoiceStudio, la voce artificiale che gira sul tuo computer, ha un paragrafo pronto da incollare nell’assistente. I plugin di Anthropic per il lavoro d’ufficio, parole del loro README — il documento di presentazione che apre ogni progetto — sono «solo file markdown», cioè testo. E intorno, la classifica settimanale di GitHub trending è piena di agenti, skill e plugin.
Sembra la fine della barriera tecnica. È uno spostamento di responsabilità: se a installare è l’agente, a sapere cosa sta installando devi essere tu. In questa puntata trovi cinque progetti open source — con il codice pubblico, che chiunque può leggere e riusare — e quattro si provano senza toccare il Terminale. Li racconto da quello che scrivono i loro autori, nei README, nei siti e nelle pagine ufficiali: io non li ho installati. Se GitHub per te è ancora solo un nome, parti da qui: cos’è GitHub e perché conta se usi l’AI.
In breve
Knowledge Work Plugins: i plugin open source di Anthropic che preparano Claude a un mestiere preciso, dalle vendite al legale alla piccola impresa.
VoiceStudio: clonazione della voce, doppiaggio e dettatura che girano sul tuo computer.
SolidCraft: un programma di progettazione 3D che si apre anche nel browser.
HatchZip: estrae archivi enormi anche quando il disco è quasi pieno.
Free My TV: una schermata iniziale senza pubblicità per Google TV (e un’app per LG e Samsung), da installare con l’aiuto di un agente AI.
In più, un file di testo da 223.000 stelle, da prendere con le pinze.
1. Knowledge Work Plugins: il mestiere scritto in un file di testo
La titolare di un’agenzia con sei dipendenti apre Claude il lunedì mattina e scrive: «chi mi deve ancora dei soldi?». Con il plugin Small Business installato, secondo il README, Claude riconosce la richiesta, sceglie la procedura giusta fra 44 e la accompagna passo dopo passo.
Un plugin, qui, è un pacchetto che tiene insieme le skill, cioè istruzioni scritte su come si fa un lavoro, i connettori agli strumenti che usi già, dal gestionale dei clienti al calendario, e qualche comando rapido. Le skill sono lo stesso formato aperto, nato in Anthropic, di cui ti avevo parlato a proposito dei Gem di Gemini che diventano skill. Il README ne presenta undici, dalle vendite al legale; nella cartella del progetto, al momento in cui scrivo, ce ne sono di più, fra cui small-business e human-resources.
Si installano da claude.com/plugins e lavorano dentro Cowork, la parte di Claude che usa i tuoi file e i tuoi strumenti; vanno anche su Claude Code. I plugin sono gratuiti, Cowork no: la pagina ufficiale lo indica per i piani Pro, Max e Team.
Prima di affidargli i conti, tre cose. Sono scritti in inglese. Alcune parti pensano agli Stati Uniti: fra le richieste d’esempio c’è il «1099», un modulo fiscale americano. E il plugin stesso avverte che non dà consulenza finanziaria, fiscale, legale o sul personale: tutto va ricontrollato, da te e se serve da un professionista. In cambio, secondo il README, ogni procedura si ferma prima di agire e aspetta il tuo sì. Rendono di più, dice il README, quando ci scrivi dentro i processi della tua azienda.
Il manuale delle procedure che nessuno leggeva, adesso, ha finalmente un lettore.
Livello per tutti, con un piano a pagamento di Claude · Gira su Claude Cowork (app desktop) e Claude Code · Costo plugin gratuiti; Cowork richiede un piano Pro, Max o Team · Licenza Apache-2.0 · Stelle 32.904 (+2.631 in settimana) · Il progetto su GitHub
2. VoiceStudio: la tua voce resta sul tuo computer
Un formatore registra un corso in italiano e vuole la versione inglese con la propria voce. Una strada è ElevenLabs, un servizio in cloud a crediti dove l’audio si carica sui server dell’azienda, come riporta la tabella di confronto sul sito di VoiceStudio. VoiceStudio promette le stesse cose sul tuo computer: voce clonata, doppiaggio, dettatura, trascrizione e audiolibri, in 646 lingue. I servizi remoti, secondo il README, sono facoltativi.
È una delle storie più chiare dell’AI open source: nato ad aprile, ha già 86.179 stelle. Si scarica dalla pagina delle versioni pubblicate (.dmg per Mac, .exe per Windows, AppImage o .deb per Linux), poi scegli una voce o aggiungi una registrazione pulita, scrivi il testo e generi. Con una scheda grafica NVIDIA o un Mac con chip Apple va più veloce; senza, funziona più lento, e il motore chiede circa 5 GB liberi, più lo spazio dei modelli che scarichi. Sui Mac con processore Intel gira solo l’interfaccia.
La versione open source è gratuita, con licenza AGPL-3.0, che consente anche l’uso commerciale alle sue condizioni; il sito propone anche una versione Pro a codice chiuso, a 99 dollari l’anno oppure 299. La riga da non saltare: la licenza copre il programma, mentre modelli, voci e audio generato hanno condizioni separate, da controllare prima di usare il risultato per lavoro.
Poi la riga più breve del README: «Clone voices only with permission». La tua voce, o quella di chi ti ha dato il consenso. Quanto valga oggi una voce lo racconta il caso della voce di Meloni depositata come marchio.
Per la voce, dice il sito, bastano tre secondi di registrazione. Per il permesso serve una domanda.
Livello per tutti · Gira su Mac con chip Apple, Windows, Linux (sui Mac Intel solo l’interfaccia) · Costo gratuito nella versione open source; versione Pro a pagamento · Licenza AGPL-3.0 (modelli e voci hanno condizioni proprie) · Stelle 86.179 (+12.237 in settimana) · Il progetto su GitHub
3. SolidCraft: il progetto 3D si apre nel browser
I programmi di CAD servono a disegnare oggetti in tre dimensioni con misure precise: li usano progettisti, artigiani e chi ha una stampante 3D. SolidCraft è un CAD parametrico: ogni misura è un numero che puoi cambiare dopo, e il modello si ricostruisce da solo.
L’esempio del README rende l’idea. Da un foglio vuoto nasce la custodia per una scheda Raspberry Pi 4: lo schizzo con le misure, il solido, gli angoli arrotondati, i fori per le prese, le fessure per l’aria, la scritta incisa. Poi l’altezza passa da 24 a 32 millimetri e tutto il resto si adegua.
Si prova senza installare niente, su solidcraft.io/app. Le versioni per Windows, Mac e Linux non sono ancora firmate: su Windows scegli «Ulteriori informazioni» e poi «Esegui comunque», sul Mac fai clic destro e «Apri» la prima volta. I file escono nei formati delle stampanti 3D (STL, 3MF) e degli studi tecnici (STEP, IGES). C’è anche un server MCP, il protocollo che permette a un assistente come Claude di usare un programma: l’AI può disegnare il pezzo mentre guardi, ma per attivarlo serve un comando.
Gli autori sono chiari sui limiti: «agli inizi, ma utilizzabile per pezzi semplici». Dei 76 pezzi di riferimento con cui si mettono alla prova, 75 tornano con i valori attesi; l’ultimo è un errore noto. Non è nella classifica di questa settimana: è qui perché è nato su GitHub il 7 ottobre e ha già passato le diecimila stelle. Chi deve disegnare una staffa per la mensola ha un posto dove cominciare.
Il pezzo che ti manca, a volte, conviene disegnarlo prima di cercarlo.
Livello per tutti · Gira su browser, Windows, macOS, Linux · Costo gratuito · Licenza MIT o Apache-2.0, a scelta · Stelle 10.369 (nato il 7 ottobre; fuori dalla classifica settimanale) · Il progetto su GitHub
4. HatchZip: lo spazio per un archivio, una volta sola
Hai sul disco un archivio da 60 GB con dentro 70 GB di foto, e ti restano 30 GB liberi. Un estrattore normale chiede altri 70 GB, perché archivio e file devono convivere fino alla fine. HatchZip estrae partendo dalla fine e, quando un pezzo è al sicuro sul disco, lo taglia via dall’archivio: lo spazio liberato serve ai file successivi. Nell’esempio del README, un archivio da 180 GB che diventa 200 GB chiede 380 GB con WinRAR o 7-Zip, poco più di 200 con HatchZip.
Secondo gli autori, prima di toccare qualunque cosa controlla che tutto ci stia e, se si interrompe, riprende da dove era arrivato. Legge ZIP, 7z, RAR e tar, ma il risparmio dipende dall’archivio: un 7z compresso in un blocco unico chiede lo spazio di tutto il blocco, e i RAR «solidi» si estraggono solo tenendo l’archivio.
Si scarica da hatchzip.dev o da GitHub, per Windows 10 e 11, Mac e Linux: apri il programma, trascina l’archivio nella finestra e scegli «Extract»; su Windows e Linux basta il clic destro. Non è ancora firmato, quindi Windows avvisa («Ulteriori informazioni», poi «Esegui comunque») e il Mac chiede un’autorizzazione in Privacy e sicurezza. Secondo gli autori non si collega a internet.
L’archivio, per impostazione, si consuma mentre estrai: per tenerlo togli la spunta a «Remove the archive during extraction», e serve tutto lo spazio. Se il file scaricato è danneggiato, l’archivio resta in parte consumato, quindi il README consiglia un controllo preventivo quando non puoi riscaricarlo. E si scarica solo dai canali ufficiali: altri siti con lo stesso nome, avvisano gli autori, non c’entrano.
Fa una cosa sola, e prima di farla ti dice se ci sta.
Livello per tutti · Gira su Windows 10 e 11, macOS, Linux · Costo gratuito · Licenza MIT o Apache-2.0, a scelta (i RAR passano da UnRAR, con licenza propria) · Stelle 1.898 (nato il 21 ottobre: tutte in settimana) · Il progetto su GitHub
5. Free My TV: il telecomando lo prende l’agente
Accendi il televisore e ti viene incontro una fila di contenuti sponsorizzati. Sui televisori Google TV e Android TV, Free My TV mette al suo posto una schermata nuova, con le tue app su uno scaffale. Promette niente pubblicità, niente disinstallato e un tasto per tornare all’originale.
Lì la strada che il README chiama facile parte così: attivi la modalità sviluppatore e il «debug USB», un accesso di servizio per chi sviluppa, e ti segni l’indirizzo IP, il numero del televisore nella rete di casa. Poi apri sul computer un assistente di programmazione come Claude Code, Codex o Antigravity e gli chiedi di installare Free My TV a quell’indirizzo. Secondo gli autori, in una decina di minuti l’app è sul televisore. Su LG e Samsung, invece, Free My TV arriva come app accanto alla schermata di sempre, con procedure diverse.
Quella porta di servizio la apri tu, e dai all’app il permesso di usarla. Su Android 14 la protezione di Google può bloccare l’installazione come «app rischiosa». Su Google TV l’Assistente può non trovare più film e serie, finché non torni all’originale. E sui Chromecast con Google TV e Android 14, a ogni riavvio, per tornare all’originale, anche in automatico, va riattivato dal computer il collegamento di servizio. Il riquadro con i prezzi delle criptovalute, attivo all’inizio, si spegne dalle impostazioni sul televisore.
L’assistente, assicura il README, «chiede prima di ogni cosa importante». Ma secondo Anthropic, quando Claude Code chiedeva il permesso, si diceva sì il 97% delle volte: ne parlo in Claude Pro: il sì diventa automatico.
Il televisore torna tuo. Il sì che l’ha liberato, però, l’hai detto tu.
Livello per smanettoni · Gira su Google TV e Android TV (Android 8+); come app su TV LG (webOS 3+, modalità sviluppatore da rinnovare ogni 40 giorni circa) e Samsung dal 2017 · Costo gratuito; serve un computer sulla stessa rete e, per la strada facile, un assistente come Claude Code · Licenza MIT · Stelle 4.488 (nato il 19 ottobre: tutte in settimana) · Il progetto su GitHub
Le stelle da prendere con le pinze
Nella classifica settimanale c’è un progetto con 223.663 stelle: più di ComfyUI (142.853) e di vLLM (95.457), due programmi interi.
Il cuore del progetto è un file di testo, CLAUDE.md: 358 parole, quattro principi per far lavorare meglio Claude Code, «ispirati» a un post di Andrej Karpathy, uno dei nomi più ascoltati dell’AI. Il file non è suo. Intorno ci sono esempi e versioni per altri programmi; il README dichiara la licenza MIT, ma GitHub non trova il file di licenza. È fermo dal 20 aprile, per questo è fuori dalla lista, e in settimana ha preso altre 2.981 stelle.
Nelle fonti che ho raccolto non c’è nessuna prova di stelle comprate, e io non lo sto dicendo. Un nome autorevole nel titolo e una montagna di stelle, però, spingono a fidarsi prima di leggere: è il meccanismo più vecchio della persuasione. I numeri non dicono perché ognuno l’abbia segnalato. E una stella, spiega GitHub, serve a ritrovare un progetto più tardi: è un segnalibro. Delle stelle come facciata ho scritto in Ventimila stelle per una scatola vuota.
Duecentoventimila segnalibri sullo stesso nome. Il file, intanto, è rimasto di 358 parole.
Da provare stasera
Se hai un quarto d’ora e un piano a pagamento di Claude, parti dal plugin Small Business: è il più vicino al lavoro di tutti i giorni.
- Apri claude.com/plugins e installa Small Business in Cowork.
- Scrivi «get me started». Secondo il README parte una configurazione di circa quindici minuti che collega i primi due strumenti, fa una prova vera, impara com’è fatta la tua attività e prende i colori del tuo marchio per i report.
- Se preferisci non collegare niente, usa quello che hai: l’elenco delle fatture esportato dal gestionale come tabella (un file CSV), una mail incollata, un PDF. Poi chiedi «chi mi deve ancora dei soldi?». Usa solo dati tuoi o che hai il diritto di trattare; per la prima prova vanno benissimo dati inventati.
Secondo il README, ogni procedura si ferma prima di agire e ti chiede conferma; tu tieni d’occhio anche le impostazioni dei permessi di Claude. Aspettati parti scritte pensando alle regole americane, e ricontrolla i numeri: lo chiede il plugin stesso. Se non hai un piano a pagamento, apri SolidCraft nel browser, prova a disegnare una scatola, poi cambia una misura e guarda cosa succede. Se vuoi che il tuo team impari a usare procedure come queste nel lavoro di tutti i giorni, è quello che facciamo nei laboratori AI in azienda.
Domande frequenti
Cos’è GitHub trending?
È la pagina di GitHub che raccoglie i progetti che in quel momento entusiasmano di più la comunità, nel giorno, nella settimana o nel mese, e si può filtrare per linguaggio di programmazione. Accanto a ogni progetto mostra le stelle prese nel periodo, ma l’ordine segue anche altro: nella classifica di questa settimana, per esempio, un progetto con 6.857 stelle nuove compare dopo uno con 2.631. È un buon termometro di cosa interessa a chi sviluppa, meno di cosa serve a chi lavora in un ufficio. Per questo esiste questa rubrica.
È sicuro scaricare programmi da GitHub?
Dipende dal progetto, e qualche controllo lo puoi fare anche senza competenze tecniche. Scarica solo dai canali indicati nel README: HatchZip, per esempio, avvisa che altri siti con il suo nome non sono suoi. Guarda se il progetto è aggiornato, quante persone ci lavorano e che licenza ha. Se Windows o macOS ti avvisano che il programma non è firmato, vuol dire che il sistema non può verificare chi l’ha pubblicato: succede spesso con i progetti nuovi, e la scelta di procedere è tua. Le stelle, da sole, non garantiscono niente.
Cos’è una stella su GitHub?
È il segno che un utente mette a un progetto per tenerlo d’occhio e ritrovarlo più tardi: GitHub la descrive proprio così. Molte stelle dicono che un progetto ha attirato attenzione, non che funziona bene o che fa al caso tuo. E le stelle finte esistono: uno studio di ricercatori universitari e dell’azienda di sicurezza Socket ne ha contate milioni di sospette. Leggile come leggeresti la fila davanti a un ristorante: un indizio, da verificare entrando.
Il software ha imparato a farsi installare dall’AI. Leggere il README, per ora, tocca ancora a noi.
Questa è la prima puntata del GitHub della domenica: ogni settimana, cinque o sei progetti open source che puoi provare anche senza essere un programmatore, con quello che costano e le attenzioni da avere. Se vuoi capire meglio il posto da cui arrivano, leggi cos’è GitHub e perché conta se usi l’AI.
Le fonti della settimana
- GitHub Trending, classifica della settimana (dati letti il 25 ottobre 2026)
- anthropics/knowledge-work-plugins e il README del plugin Small Business
- Claude Cowork, pagina ufficiale e claude.com/plugins
- IRS, Form 1099-MISC
- debpalash/VoiceStudio e voicestudio.sh
- tangency-labs/solidcraft, solidcraft.io e la documentazione
- xevrion/hatchzip e hatchzip.dev
- simbasjungles/free-my-tv e freemytv.io
- multica-ai/andrej-karpathy-skills
- GitHub Docs, le stelle
- «Six Million (Suspected) Fake Stars in GitHub», arXiv 2412.13459