Questa settimana i primi due progetti della classifica di GitHub trending — la pagina che raccoglie i progetti che in quel momento attirano più attenzione — fanno la stessa cosa. Hallmark e Impeccable, più di dodicimila stelle nuove a testa in sette giorni, insegnano all’AI a smettere di sembrare un’AI.
Intorno a loro, la classifica racconta la stessa storia. C’è taste-skill, che promette di dare «gusto» agli agenti che costruiscono siti. Fra i progetti scritti in Python c’è Humanizer, che toglie al testo i segnali della scrittura artificiale. E giovedì è nato unslop, che in tre giorni ha passato le quattromila stelle. Il nemico comune ha un nome inglese, «AI slop»: io lo traduco con la roba fatta in serie dall’AI, quella che riconosci a colpo d’occhio. Il titolo con una parola colorata. Il «non è solo un prodotto, è una rivoluzione». L’iscrizione alla newsletter in fondo a ogni pagina.
Per tre anni all’AI si è chiesto di fare di più. Questa settimana GitHub le chiede di farsi notare di meno: nello stile, con i primi due progetti, e nei dati, con Meetily e Off Grid AI, che possono far lavorare l’AI interamente sul tuo computer o sul tuo telefono. Il lusso, adesso, è un’AI che passa inosservata. In questa puntata trovi sei progetti open source — con il codice pubblico, che chiunque può leggere e riusare — e tre si provano con pochi clic. Li racconto da quello che scrivono i loro autori, nei README — il documento di presentazione che apre ogni progetto — e nelle pagine ufficiali: io non li ho installati. Se GitHub per te è ancora solo un nome, parti da qui: cos’è GitHub e perché conta se usi l’AI.
In breve
Humanizer: una skill per Claude che toglie al testo i tic della scrittura artificiale e può seguire la tua voce.
Hallmark: una skill per gli agenti che costruiscono siti, con cinquanta temi e un controllo dei cliché dell’AI.
DeepTutor: un ambiente di studio con tutor AI, quiz e schede da ripassare, da questa settimana anche in versione desktop di prova.
Meetily: trascrizione e riassunto delle riunioni sul tuo computer.
Off Grid AI: chat, immagini e voce con l’AI sul telefono, anche senza rete.
Mika: un assistente per Android che usa le app al posto tuo.
In più, cosa misura una stella, e come un jailbreak è finito in classifica.
1. Humanizer: i tic dell’AI hanno un elenco
Una consulente chiede all’AI il post per annunciare il suo nuovo servizio. Arriva puntuale: «Sono entusiasta di annunciare…», un razzo, «non è solo un servizio, è un nuovo modo di lavorare» e in chiusura un «fermati a pensarci». Il README di Humanizer apre con un esempio quasi identico, in inglese, e lo riscrive più corto: cosa esce, da quando, per chi.
Humanizer è una skill — un pacchetto di istruzioni che l’assistente AI segue quando serve — costruita sulla guida con cui gli editor di Wikipedia riconoscono i testi generati, «Signs of AI writing». Controlla 26 schemi. I cinque più forti, secondo il README: il «non è X, ma Y», la chiusa a effetto di una riga, la frase che suona profonda, la rincorsa prima del punto e la risposta a un’obiezione che nessuno ha fatto. Su un caso italiano li avevo smontati in 68 deputati su 150 hanno letto l’AI in aula.
Ho letto l’elenco e mi sono riconosciuto: il numero uno, il ribaltamento, è la mossa che uso di più. Ma se gli dai due o tre paragrafi tuoi, promettono gli autori, Humanizer ne segue ritmo, parole e punteggiatura, «trattini compresi, se li usi». E se a una frase manca un dato, lo chiede invece di inventarlo.
Si prova anche dentro Claude, con l’account gratuito: i passi sono più sotto. Gli esempi del README sono in inglese: su un testo italiano, prova prima di fidarti. E per chi insegna: superare i rilevatori di testi AI non è lo scopo, scrivono gli autori, e i rilevatori segnalano ancora la maggior parte di quello che produce.
Un tic diventa stile quando lo scegli. Firma della macchina quando lo subisci.
Livello per tutti · Gira su Claude (web e app desktop), Claude Code, Codex e altri agenti che usano le skill · Costo gratuito; in Claude serve l’esecuzione del codice attiva, disponibile anche con il piano Free secondo la guida di Claude · Licenza MIT · Stelle 63.255 (+2.743 in settimana) · Il progetto su GitHub
2. Hallmark: cinquanta materiali contro la pagina fatta in serie
Chiedi a un agente AI la pagina di una piccola distilleria e indovini il risultato prima di vederlo. Una scritta minuscola sopra ogni titolo, in maiuscolo spaziato. Una parola colorata nel titolo grande. Il modulo della newsletter in fondo. Hallmark, la skill di design di Together AI e prima nella classifica della settimana, parte da quell’elenco: i segnali che, scrive il README, «si leggono come fatti a macchina».
Secondo gli autori, propone tre temi presi da un catalogo di cinquanta «materiali» — carta, caratteri, colori, superfici — e costruisce la pagina attorno a quello che il visitatore viene a fare: una pagina di prenotazioni prenota, un negozio vende. Chiede foto, screenshot e numeri veri, e dichiara di non inventare niente. Se sul computer ci sono anche Chrome e un componente aggiuntivo, puppeteer-core, controlla la pagina in un browser a otto larghezze diverse; l’ultima parola va a un secondo agente AI che la guarda da zero. Le foto: 755 immagini con licenza aperta di Wikimedia Commons, citate in pagina.
È il progetto per smanettoni della puntata: si installa dal Terminale, la finestra dove si scrivono i comandi, serve Node, il programma che fa girare molti di questi strumenti, e lavora dentro agenti per programmatori come Claude Code, Codex, Cursor o OpenCode. La skill è gratuita; il conto vero è quello dell’agente. Chi non la installerà può comunque sfogliare i temi su usehallmark.com. Nella stessa corrente ci sono Impeccable, con un rilevatore di 62 regole fisse che lavora senza AI, e taste-skill. Il problema di fondo l’avevo raccontato in perché i siti fatti con l’AI sono tutti uguali.
L’AI ha il gusto di tutti. Ed è esattamente questo il problema.
Livello per smanettoni · Gira su Claude Code, Codex, Cursor e OpenCode, con Node 18 o successivo (e Chrome per i controlli nel browser) · Costo gratuito; paghi l’agente che lo usa · Licenza MIT · Stelle 44.543 (+12.062 in settimana) · Il progetto su GitHub
3. DeepTutor: il tutor che si ricorda cosa ti manca
Una studentessa carica le dispense del corso e fa una domanda: la risposta arriva con il rimando alla fonte. Poi un quiz e le schede domanda e risposta da ripassare, esportabili in Anki. DeepTutor, firmato su GitHub dal Data Intelligence Lab dell’Università di Hong Kong, è un ambiente di studio con l’AI dentro: chat, quiz, letture con le citazioni, percorsi di apprendimento e lezioni video narrate. La memoria del tutor, secondo il README, è visibile e modificabile: puoi vedere cosa ha capito di te e correggerlo.
È fra i progetti cresciuti di più nella settimana, oltre diecimila stelle nuove, insieme a due uscite ravvicinate: la versione 1.7.0 il 28 ottobre e la 1.7.1, pubblicata il 31 con note datate 1° novembre, che porta le prime app desktop di prova. Fra i file allegati alla versione ci sono quelli per i Mac con chip Apple e per Windows; su Windows può comparire l’avviso di programma non firmato. Per i Mac con processore Intel il README indica una strada più tecnica; in alternativa c’è Docker, un programma che fa girare altre applicazioni in una scatola chiusa.
Una volta aperto, va collegato a un modello AI: la chiave a consumo di un fornitore, cioè il codice che ti dà accesso al suo servizio, il tuo piano ChatGPT tramite Codex di OpenAI, oppure un modello che gira sul tuo computer. Il programma è gratuito, con licenza Apache-2.0; il resto dipende dal modello che scegli. Il README è tradotto in dodici lingue, l’italiano non c’è. E come ogni tutor AI va controllato: le citazioni servono a questo.
Un buon tutor sa molte cose. Uno ottimo si ricorda quali non sai tu.
Livello con un po’ di pratica · Gira su Mac con chip Apple e Windows (app desktop di prova); anche con Docker o Python · Costo gratuito; il modello si paga a consumo, usa il tuo piano ChatGPT o gira sul tuo computer · Licenza Apache-2.0 · Stelle 53.490 (+10.185 in settimana) · Il progetto su GitHub
4. Meetily: il verbale resta sul tuo computer
Un commercialista ha una call con un cliente che sta vendendo l’azienda. Vorrebbe trascrizione e riassunto, ma caricare quell’audio sui server di un servizio esterno gli piace poco. Meetily registra insieme il microfono e l’audio del computer e trascrive in tempo reale con Whisper o Parakeet, due modelli di riconoscimento vocale, sul suo computer. Secondo il README, nessun dato parte verso il cloud.
Per il riassunto scegli tu chi lo scrive: il README consiglia Ollama, un programma per far girare i modelli AI in locale; in alternativa Claude, OpenAI, Groq o OpenRouter. In quel caso, però, la trascrizione arriva a loro: la riservatezza completa vale finché resti in locale.
Si installa come un programma qualunque: per Mac c’è l’immagine da trascinare in Applicazioni, preparata per i chip Apple; per Windows il file di installazione, che chiede un processore con il supporto AVX2, da verificare nelle caratteristiche del PC. Su Linux va costruito dal codice, con strumenti da sviluppatori. La Community è gratuita, con licenza MIT. La PRO, con licenza commerciale, costa 10 dollari a utente al mese con fatturazione annuale e aggiunge, fra l’altro, il riconoscimento di chi parla. Meetily non è in classifica: l’ho trovato cercando progetti di AI in locale aggiornati in settimana; l’ultima versione Community su GitHub è del 12 settembre.
Una cosa va detta chiara. In una riunione la voce e le parole sono anche degli altri: avvisa chi partecipa e registra solo con il suo consenso. Gli autori stessi citano oltre 400 cause per registrazioni illecite in California. E prima di una riunione importante, fai una prova con una registrazione tua in italiano.
Un verbale riservato dovrebbe restare dove è nato.
Livello per tutti · Gira su Mac con chip Apple e Windows (processore con AVX2); su Linux va costruito dal codice · Costo Community gratuita; PRO a 10 $ a utente al mese con fatturazione annuale · Licenza MIT · Stelle 32.362 (fuori dalla classifica settimanale) · Il progetto su GitHub
5. Off Grid AI: l’assistente che funziona in modalità aereo
Sei in treno, la rete va e viene, e hai un contratto in PDF da capire prima di arrivare. Off Grid AI promette di portarti l’AI open source sul telefono, anche senza connessione: chat con modelli aperti come Qwen 3, Llama 3.2, Gemma 3 o Phi-4, immagini con Stable Diffusion, un modello aperto per generarle, la fotocamera che legge uno scontrino, la dettatura, l’analisi dei documenti. «Le tue chat e i tuoi file non lasciano mai il dispositivo», scrivono gli autori; le statistiche anonime restano spente finché non le accendi tu.
È il più semplice da provare della puntata: c’è sull’App Store e su Google Play, oppure come file APK, il formato delle app Android, da GitHub. La versione per iPhone e iPad, secondo il README, gira anche sui Mac con chip Apple. Poi scegli e scarichi un modello, e qui serve un po’ di testa: uno da 4 GB occupa spazio e memoria di lavoro, la RAM, e l’app mostra quanta ne consuma ciascuno, con il tasto per liberarla. Sui telefoni di punta gli autori parlano di 15-30 token al secondo, dove un token è un pezzo di parola.
L’app di base è gratuita, il codice ha licenza MIT. Pro costa 119 dollari una volta sola oppure 7,99 al mese: aggiunge una voce che risponde, personaggi con memoria propria e bozze di azioni su calendario ed email che partono solo dopo il tuo tocco. Il prezzo una tantum, avvisano gli autori, sale man mano che si iscrivono altre persone. Anche Off Grid è fuori dalla classifica: 3.315 stelle, ultima versione il 23 ottobre.
La privacy più facile da capire è quella che funziona anche in modalità aereo.
Livello per tutti · Gira su Android, iPhone e iPad, Mac con chip Apple · Costo app di base gratuita; Pro a 119 $ una tantum o 7,99 $ al mese · Licenza MIT · Stelle 3.315 (fuori dalla classifica settimanale) · Il progetto su GitHub
6. Mika: l’assistente che usa le app al posto tuo
«Trovami un caricabatterie sotto i 30 dollari con almeno 4,5 stelle.» Secondo il README, Mika apre l’app del negozio su uno schermo nascosto, cerca, mette nel carrello e si ferma prima del pagamento, mentre tu usi il telefono come sempre. Secondo gli autori funziona con qualunque app, perché guarda lo schermo e trova i pulsanti come una persona. È nato giovedì: in tre giorni, oltre 3.600 stelle e 28 autori.
Mika non ha un server suo: quello che dici e quello che c’è sullo schermo va solo al fornitore del modello che scegli. Puoi usare una chiave a consumo, l’abbonamento ChatGPT Plus o Pro, SuperGrok o X Premium+ per xAI (un accesso che xAI può limitare), il saldo di OpenRouter, oppure un modello su un tuo computer. Si installa con l’APK da GitHub, fuori dal Play Store. Per chat, web e file basta Android 11; per usare le app serve Android 12 o successivo, meglio il 14, e un’associazione una tantum del «debug wireless», una funzione per sviluppatori. Gratuita, licenza Apache-2.0.
È una beta iniziale, provata finora soprattutto su un solo telefono Android 14. Far usare app e siti a un automatismo può violare i loro termini d’uso, con il rischio di funzioni limitate o account bloccati. Di base Mika chiede conferma solo prima di spendere soldi, e il resto lo fa da sé; login e codici li passa a te. Le azioni che approvi sono responsabilità tua: controlla i risultati. Se gli fai riassumere una chat di gruppo, i messaggi degli altri finiscono al fornitore del modello: fallo solo dove chi scrive lo sa ed è d’accordo.
Il pollice lo deleghi in un minuto. La responsabilità resta tua.
Livello con un po’ di pratica · Gira su Android 11 o successivo (12 o successivo per usare le app) · Costo gratuito; il modello si paga a consumo, usa un abbonamento ChatGPT Plus o Pro, SuperGrok o X Premium+ (per xAI l’accesso può essere limitato), oppure gira su un tuo computer · Licenza Apache-2.0 · Stelle 3.616 (nato il 29 ottobre) · Il progetto su GitHub
Le stelle da prendere con le pinze
Al quindicesimo posto della classifica settimanale, con 6.641 stelle nuove e due posti sotto la raccolta ufficiale di skill di Anthropic, c’è un progetto che qui non linko. Si presenta come strumento per i test di sicurezza, ma la descrizione dice altro: un «jailbreak per ogni modello», cioè un sistema per far dire alle AI quello che i produttori bloccano. Nella stessa riga, in cinese e in inglese, chiede stelle.
Non ho elementi per dire che quelle stelle siano finte. Il punto è un altro: una stella misura l’attenzione, e nel contatore una stella chiesta e una meritata sono identiche. Così un jailbreak finisce a due righe da Anthropic. È la riprova sociale, la tendenza a fidarsi di quello che piace a molti, con un meccanismo che si alimenta da solo: più stelle, più visibilità, più stelle.
Lo stesso meccanismo, in versione giocosa, è nato martedì: un programmatore stampa su uno scontrino la foto profilo di chiunque metta una stella al suo progetto, e la appende al muro. In cinque giorni, 1.683 stelle e 6 copie del codice. Lo scambio è scritto nella prima riga: una stella, una foto. Ne avevo scritto in Ventimila stelle per una scatola vuota.
Da provare stasera
Se hai dieci minuti, parti da Humanizer dentro Claude. È il più vicino a quello che fai già ogni giorno, e qualcosa te lo insegna anche se poi lo disinstalli.
- Apri la pagina del progetto, premi il pulsante verde «Code» e scegli «Download ZIP».
- In Claude, controlla nelle impostazioni (Settings › Capabilities) che sia attiva l’esecuzione del codice e la creazione di file: la guida ufficiale la chiede per usare le skill.
- Vai in Customize › Skills e carica lo ZIP.
- Apri una chat nuova, scrivi «/humanizer» e incolla un testo scritto con l’AI: un post, una mail, la presentazione di un servizio.
- Per un risultato più tuo, prima del testo incolla due o tre paragrafi scritti da te, come campione della tua voce.
Cosa aspettarti, secondo il README: una prima riscrittura, una breve critica di quello che suona ancora artificiale e la versione finale. La parte più utile, secondo me, è la seconda: è l’elenco dei tic che stai delegando alla macchina senza accorgertene. Se vuoi portare esercizi come questo nel tuo gruppo di lavoro, ci sono i miei laboratori AI in azienda.
Domande frequenti
Servono competenze tecniche per usare un progetto open source?
Dipende da come è distribuito, più che dal progetto. Alcuni si scaricano come qualunque app, dagli store o dalla pagina delle versioni pubblicate su GitHub, come Off Grid AI e Meetily in questa puntata. Altri sono skill, cioè istruzioni per l’assistente AI, e si caricano con pochi clic, come Humanizer in Claude. Altri ancora chiedono il Terminale, Node o Docker: lì serve un po’ di pratica, o un collega che ce l’ha. Il README di solito lo dice nella sezione «Install» o «Get started»: leggerla prima ti risparmia la delusione dopo.
Cosa vuol dire licenza MIT?
È una delle licenze open source più semplici. Ti permette di usare, copiare, modificare e distribuire il software, anche venderlo, a una condizione: mantenere la nota di copyright e il testo della licenza. In cambio il software arriva «così com’è», senza garanzie: se qualcosa va storto, gli autori non ne rispondono. In questa puntata hanno licenza MIT Humanizer, Hallmark, Meetily e Off Grid AI; DeepTutor e Mika hanno la Apache-2.0, anche lei permissiva. Un progetto senza licenza, invece, resta coperto dal diritto d’autore: come ricorda GitHub, nessuno può riprodurlo, distribuirlo o modificarlo, anche se il codice è visibile a tutti.
Come si installa un programma da GitHub su Mac o Windows?
Quando un progetto offre un programma pronto, lo trovi nella sezione «Releases», che GitHub descrive come il posto dove gli autori impacchettano il software per chi lo vuole scaricare. Apri l’ultima versione, scendi agli allegati e scegli il file giusto: .dmg per Mac, da aprire e trascinare in Applicazioni; .exe o .msi per Windows, da eseguire; .apk per Android. Se il sistema ti avvisa che il programma non è firmato, vuol dire che non può verificare chi l’ha pubblicato, e la scelta di procedere è tua. Scarica solo dai link indicati nel README.
Il complimento più alto, per un lavoro fatto con l’AI, adesso è uno solo: sembra tuo.
Questa è la seconda puntata del GitHub della domenica. La prima, con i plugin di Claude per il lavoro d’ufficio e la voce AI che gira sul tuo computer, la trovi qui: GitHub della domenica · 25 ott. E se vuoi capire meglio il posto da cui arrivano questi progetti, leggi cos’è GitHub e perché conta se usi l’AI.
Le fonti della settimana
- GitHub Trending, classifica della settimana (dati letti il 1° novembre 2026)
- blader/humanizer e Wikipedia, «Signs of AI writing»
- Claude Help Center, «Use skills in Claude»
- Nutlope/hallmark e usehallmark.com
- pbakaus/impeccable, Leonxlnx/taste-skill e heydamir/unslop
- HKUDS/DeepTutor e la versione 1.7.1, con note e file
- Zackriya-Solutions/meetily e meetily.ai, pagina PRO
- off-grid-ai/OGAM
- wangzan101/Mika, il suo disclaimer su dati e privacy e la guida a modelli e accessi
- aschmelyun/print-my-profile-pic
- choosealicense.com, licenza MIT e licenza Apache-2.0
- GitHub Docs, licenze di un repository e le release