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Luca Masrè Passaro
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Claude in Google Docs: scrive lui, firmi tu

Claude in Google Docs, Fogli e Presentazioni: cosa fa, chi può usarlo, cosa vede dei tuoi file e perché ogni modifica che fa porta il tuo nome.

LMP Luca Masrè Passaro
·
09.10.2026
Studio illustrato al tramonto: su una scrivania un quaderno aperto, un registro a quadretti colorati e un cavalletto con piccoli quadri, e una lanterna di carta con una penna d'oca che chiede il permesso prima di scrivere

Apri il documento. Copi un paragrafo. Lo incolli nella chat. Chiedi di sistemarlo. Copi la risposta, torni al documento, la incolli. E il grassetto è sparito, i titoli hanno cambiato carattere, l’elenco puntato è diventato un muro di testo.

Chi usa l’intelligenza artificiale per lavorare conosce questo andirivieni. È il pedaggio che si paga ogni volta che l’assistente vive in una finestra e il lavoro vive in un’altra.

Ieri sera, martedì 6 ottobre, Anthropic ha tolto un pezzo di quel pedaggio: Claude adesso lavora dentro Google Docs, Fogli Google e Presentazioni Google. Si apre accanto al file, lo legge e lo modifica sul posto.

La comodità è evidente. La parte interessante è un’altra: ogni modifica che Claude fa, Google la registra con il tuo nome.

In breve

Il 6 ottobre 2026 Anthropic ha aperto la beta di Claude for Google Workspace, un’estensione che porta Claude in una barra laterale dentro Google Docs, Fogli e Presentazioni. Claude legge il file aperto, risponde alle domande e lo modifica direttamente, e può chiederti il permesso prima di ogni modifica. Funziona sui piani a pagamento (Pro, Max, Team, Enterprise), con Chrome, Edge e Safari, e si installa dal Google Workspace Marketplace. Vale anche al contrario: dentro Claude incolli il link di un file Google e, nelle configurazioni supportate, lo modifichi accanto alla chat, con i permessi del tuo Drive. Quando usi l’estensione, Google registra le modifiche nella cronologia delle versioni a tuo nome; Anthropic scrive che i contenuti passati dall’estensione non servono ad addestrare i suoi modelli.

Cosa ha annunciato Anthropic

L’annuncio è arrivato su X alle 19:25 italiane, dall’account ufficiale di Claude: «Claude ora lavora dentro Google Docs, Sheets e Slides, e quei file si aprono anche dentro Claude». Due direzioni, quindi, in un colpo solo.

La prima è l’estensione. La installi una volta dal Google Workspace Marketplace, il negozio delle estensioni di Google, e Claude compare nel menu Estensioni di tutte e tre le app. Apri un file, scegli «Open Claude», cioè «apri Claude», accedi con il tuo account Claude, e a destra si apre una barra laterale. Lì scrivi cosa ti serve. Claude legge quello che hai davanti, compresa la parte che hai selezionato, e interviene sul file.

La seconda direzione parte da Claude. Nella chat, sul web o nell’app per computer, incolli il link di un documento Google, oppure chiedi un documento, un foglio o una presentazione nuovi: nelle configurazioni supportate, il file si apre accanto alla conversazione e ci lavorate in due. Qui servono i connettori per Docs, Fogli e Presentazioni, cioè i collegamenti che permettono a Claude di lavorare dentro un altro servizio, anche loro in beta. Secondo iPhone in Canada, nei piani Team ed Enterprise devono attivarli prima i titolari dell’account.

Per ora è una beta: un prodotto aperto al pubblico ma ancora in rodaggio. È disponibile sui piani a pagamento, cioè Pro, Max, Team ed Enterprise, e funziona su Chrome, Edge e Safari. Firefox resta fuori. Secondo iPhone in Canada, si parte dai 20 dollari statunitensi al mese del piano Pro. Le pagine di Anthropic, per quanto ho letto, non indicano limiti di Paese o di lingua; io l’estensione non l’ho ancora provata.

C’è anche un dettaglio di contesto che pesa. Dentro quelle stesse app Google ha già la sua intelligenza artificiale, Gemini, come ricorda 9to5Google. Claude entra in casa d’altri, nelle stanze dove ogni giorno si scrivono contratti, preventivi e verbali.

La battaglia degli assistenti si gioca sempre meno sul più intelligente. Si gioca su chi ti sta più vicino quando lavori.

Cosa ci fai, file per file

Le pagine di Anthropic sono piene di esempi concreti, e sono la parte più utile da leggere. Li riporto tradotti, perché dicono meglio di qualunque promessa che tipo di lavoro hanno in mente.

In Google Docs

Bozze da zero, testi da stringere, strutture da riordinare. Claude segue gli stili dei titoli e lascia intatta la formattazione intorno. Fra gli esempi: «Questo documento è di 14 pagine. Portalo a 6 senza perdere nessuno dei requisiti numerati». Oppure: «Trasforma gli appunti sotto “Prossimi passi” in una tabella con responsabile, azione e scadenza». E uno che a uno studio professionale interessa da vicino: «Controlla in questo contratto i termini definiti che vengono usati ma mai definiti».

In Docs puoi anche chiedere che le modifiche al testo arrivino come schede da accettare o rifiutare una per una, un po’ come i suggerimenti che già conosci.

In Fogli Google

Qui gli esempi sono quelli di chi ha passato serate su un foglio di calcolo ereditato da un collega. «Spiegami come viene calcolato il totale in H42 e segnalami i valori inseriti direttamente invece che calcolati». «La colonna D ha date in tre formati diversi: uniformale nel formato anno-mese-giorno». «Trova perché il CERCA.VERT nel riepilogo restituisce #N/D in alcune righe, e correggilo». Claude scrive e sistema formule, pulisce dati, costruisce modelli di calcolo; secondo iPhone in Canada crea anche tabelle pivot, quelle che riassumono e raggruppano i dati, e grafici, e usa Python, un linguaggio di programmazione, per unire e ripulire i dati.

Un’avvertenza che Anthropic scrive con onestà: i grafici che crea Claude entrano nel foglio come immagini. Se cambiano i numeri, il grafico resta quello di prima.

In Presentazioni Google

Claude costruisce slide nuove partendo dagli schemi di impaginazione e dal tema della presentazione, e segnala gli elementi sovrapposti. L’esempio più onesto della lista: «La slide 7 è un muro di testo. Dividila in due e mantieni lo stile della presentazione». Chi ha fatto almeno una riunione con un muro di testo proiettato sul muro vero sa quanto vale.

Ci sono poi le domande che non toccano niente: «Cosa è cambiato fra la scheda del secondo trimestre e quella del terzo?», «Quali slide parlano di prezzi?». Secondo il Centro assistenza, le risposte indicano da quale punto del file arrivano. E puoi trascinare nella barra laterale un PDF, un CSV (un file di dati in righe e colonne) o un file di Office, che Claude legge insieme al file aperto.

Il valore vero sta lì: nelle domande che ti vergogni di fare al collega per la terza volta.

Cosa vede, e cosa resta fuori

Qui conviene leggere con attenzione, perché le due direzioni dell’annuncio hanno confini diversi.

Dentro Google, l’estensione vede solo il file in cui l’hai aperta, più i connettori che accendi tu. Google mostra i due permessi richiesti prima che tu li accetti, e Anthropic li descrive come il minimo indispensabile: mostrare la barra laterale e modificare quel file. Nessun accesso al resto del Drive, alla posta, al calendario. Se ti serve qualcosa da un altro documento, lo incolli o lo alleghi.

Dentro Claude, invece, il discorso cambia. Quando lavori sui file Google partendo dalla chat, sul web o sul computer, Claude arriva a qualunque file che i permessi del tuo Drive consentono. È la stessa regola che vale per te: se puoi aprirlo tu, può aprirlo Claude per conto tuo.

Sui dati che passano dall’estensione, Anthropic scrive tre cose. I contenuti del file e i messaggi non servono ad addestrare i suoi modelli. Domande e risposte vengono cancellate dai suoi sistemi entro 30 giorni, salvo i casi che elenca nelle sue regole; l’estensione non eredita i tempi di conservazione personalizzati che un’organizzazione può aver impostato, e non offre l’opzione senza conservazione dei dati. La cronologia della chat resta nel tuo browser, file per file, e non passa da un dispositivo all’altro. Per i piani Pro e Max valgono le condizioni per i privati; per Team ed Enterprise quelle commerciali, con l’accordo sul trattamento dei dati.

Una riga, nel Centro assistenza, merita di essere letta da chi lavora in sanità: per le organizzazioni che seguono la HIPAA, la legge americana sui dati sanitari, l’estensione è indicata come «non coperta», e Anthropic chiede di non usarla con informazioni sanitarie protette. Se sei in uno studio medico o in un poliambulatorio, la mia lettura è semplice: le cartelle dei pazienti restano fuori da questa beta. Le regole generali le ho raccolte in cosa non scrivere mai in ChatGPT, e valgono per qualunque assistente.

Il confine di un assistente lo tracciano i permessi che gli lasci.

Le modifiche portano il tuo nome

Questa è la frase del Centro assistenza che mi ha fatto fermare: Claude modifica direttamente il documento, e Google registra le modifiche «a tuo nome», nella cronologia delle versioni, come qualunque modifica fatta da te. E poco sotto: i collaboratori vedono le modifiche di Claude nel file e nella cronologia, attribuite a te, ma non vedono la tua conversazione.

Dal punto di vista tecnico è ovvio. L’estensione agisce con il tuo account, quindi Google vede te.

Dal punto di vista della comunicazione cambia parecchio. In un documento condiviso la cronologia delle versioni è un patto sociale: dice chi ha cambiato cosa, e quando. Quando una collega trova la clausola 4 riscritta e vede il tuo nome accanto, pensa che quella frase l’hai pensata tu. Ti attribuisce il tono, la scelta delle parole, perfino la svista.

In sé è una cosa antica. Firmare una lettera preparata da un’altra persona è una forma abituale di delega. Il punto è leggerla prima di firmarla, e qui Claude ti lascia scegliere: puoi approvare ogni modifica prima che entri, oppure no.

Il documento sa chi ha firmato. Chi ha scritto, lo sai solo tu.

Il che porta a una domanda che conviene farsi prima di installare qualunque cosa: quanta delega sei disposto a firmare in bianco? È la stessa scala di cui ho scritto in i 5 livelli per usare Claude sul serio, e qui diventa una scelta concreta, con un pulsante.

Chiedere prima, o accettare tutto

In fondo alla barra laterale c’è un selettore con due posizioni.

La prima si chiama «Ask before edits», cioè «chiedi prima di modificare». Claude ti dice in parole semplici cosa sta per fare e aspetta che tu clicchi «Allow», cioè «consenti». Secondo iPhone in Canada è la modalità predefinita, e il post di Claude su X lo dice a modo suo: puoi approvare ogni modifica prima che arrivi.

La seconda si chiama «Accept all edits», «accetta tutte le modifiche». Claude fa le modifiche ordinarie al contenuto senza fermarsi. Ma anche in questa modalità si ferma e chiede su tutto quello che tocca link, immagini esterne, indirizzi web o l’accesso di qualcuno al file.

E poi c’è una terza fascia, quella che nessuna modalità sblocca. Secondo il Centro assistenza, Claude non può condividere il file, dare accesso a qualcuno o cambiarne il proprietario. Non può creare menu o automatismi programmati, e non carica nel file pagine web qualsiasi. Per inserire un’immagine da un indirizzo web, aggiungere un link o togliere l’accesso a qualcuno chiede sempre, senza l’opzione «consenti sempre».

Guarda dove Anthropic ha messo i freni. Con «accetta tutto», la correzione di una virgola passa senza conferma; tutto quello che sta nelle due liste qui sopra passa da te, o resta vietato. La mia lettura: i freni più stretti stanno sul perimetro sociale del documento, cioè su chi può entrare e su cosa arriva da fuori.

È una scelta sensata, e arriva in giorni in cui si discute molto di agenti che vanno oltre il compito ricevuto: ne ho scritto raccontando gli agenti di OpenAI che hanno sconfinato.

Un freno funziona solo se lo tieni tirato. «Accetta tutto» è comodo esattamente per lo stesso motivo per cui è rischioso.

Le istruzioni nascoste nei file degli altri

C’è un paragrafo, nella guida di Anthropic, che parla direttamente al mio mestiere. Lo traduco quasi parola per parola: i file possono contenere istruzioni scritte da qualcun altro, a volte nascoste in testo bianco o in caratteri minuscoli. Claude tratta il contenuto del documento come dati e non come comandi, segnala il testo nascosto che trova, ed è progettato per non seguire l’istruzione di un documento che gli chiede di condividere il file, aprire un link o contattare qualcuno. Poi la raccomandazione: controlla comunque le azioni che Claude ti propone prima di approvarle, soprattutto nei file arrivati da fuori.

Fermati un attimo su cosa significa. Per secoli un documento ha avuto un solo lettore da convincere: la persona. Il preventivo del fornitore, il curriculum del candidato, la proposta di contratto erano scritti per persuadere chi li leggeva.

Adesso, accanto a te, legge anche l’assistente. E un testo bianco su fondo bianco non è scritto per i tuoi occhi. È scritto per i suoi.

La persuasione ha trovato un nuovo lettore. Uno che può leggere anche il testo nascosto ai tuoi occhi.

Anthropic dichiara le sue difese, e fa bene a dichiararle. Ma la stessa Anthropic ti chiede di restare il controllo finale, ed è il punto giusto. È lo stesso principio dei permessi di cui ho scritto a proposito degli agenti AI sul Mac: più un assistente può fare, più conta chi gli ha aperto la porta.

I limiti della beta

Una beta ha i suoi spigoli, e Anthropic li elenca senza girarci intorno. Quelli che contano per chi lavora:

  • Claude lavora solo sul file in cui lo apri: non apre, non crea e non copia altri file del Drive, e non esporta in PDF.
  • La barra laterale deve restare aperta finché lavora. Se la chiudi, il compito si ferma.
  • Un’operazione lunga dura al massimo sei minuti, poi Google la interrompe. Per i lavori grossi conviene procedere a tappe.
  • Claude non legge i commenti e non risponde ai commenti. Se un commento ti serve, lo incolli nella chat.
  • Claude non accetta e non rifiuta i suggerimenti già presenti, e le sue modifiche entrano come modifiche dirette. In Docs puoi chiedergli proposte sotto forma di schede da accettare o rifiutare una per una.
  • Niente dettatura a voce nella barra laterale, e la cronologia della chat resta nel browser in cui l’hai fatta.
  • Il passaggio di un lavoro da un’app all’altra c’è solo nella versione per Microsoft 365, non in quella per Google.

E un limite che non sta nell’elenco ma riguarda molte persone: chi usa la versione base di Claude, senza abbonamento, per ora resta fuori. Nei miei corsi di base, molti partecipanti arrivano con account personali senza abbonamento, su ChatGPT o su Claude.

Quanto a Gemini, se fa meglio o peggio di Claude dentro le stesse app non lo posso dire: non li ho messi alla prova uno accanto all’altro. La scelta dipende da quale assistente usi già tutti i giorni, e da quali dati sei disposto a far passare da chi.

Come portarlo nel tuo lavoro

Se usi Google Workspace in ufficio e hai un piano a pagamento di Claude, ecco come la userei io, nell’ordine.

  1. Controlla prima chi decide. Molte organizzazioni bloccano le estensioni del Marketplace di Google. Se il pulsante per installare è grigio o compare il messaggio «This application is not allowed by your administrator» (l’applicazione è bloccata dall’amministratore), la mossa giusta è chiedere a chi gestisce il vostro Workspace, che può approvare Claude o installarlo per tutti o solo per un gruppo.
  2. Comincia dalle domande, poi passa alle modifiche. «Spiegami come si arriva a questo totale», «quali slide parlano di prezzi», «riassumi questo verbale in cinque punti». Così vedi come ragiona sul tuo materiale prima di affidargli la penna.
  3. Tieni «chiedi prima» sui file che leggono altri. Tutto quello che finisce nella cronologia a tuo nome merita i tuoi occhi. «Accetta tutto» lo userei solo su bozze mie, da solo.
  4. Sui documenti importanti, fissa un punto di ritorno. Ogni modifica di Claude è una modifica normale: si annulla, e la cronologia delle versioni ti riporta indietro. Prima di un lavoro grosso, fatti anche una copia del file: è il punto fermo più semplice che esista.
  5. Leggi due volte i file che arrivano da fuori. Preventivi, curriculum, contratti di controparte: prima di approvare un’azione proposta, chiediti se l’idea è tua o del documento.
  6. Rifai i grafici quando cambiano i numeri. Sono immagini. Se aggiorni il foglio, chiedi a Claude di rigenerarli.
  7. Dillo al tuo gruppo. Se in un documento condiviso alcune modifiche col tuo nome le ha fatte Claude, dirlo ai colleghi costa una frase e ti evita un malinteso. La trasparenza, qui, è anche una forma di cortesia.
  8. Tieni fuori i dati che non devono uscire. Dati sanitari, dati di clienti per cui non hai l’accordo giusto: prima si guarda il contratto, poi si installa. Per uno studio, i piani Team ed Enterprise hanno condizioni commerciali e un accordo sul trattamento dei dati.

Se invece preferisci che documenti e presentazioni nascano direttamente dentro Claude, senza passare da Google, la strada c’è da settembre: l’ho raccontata in Claude Docs e Slides.

Lo strumento ti fa risparmiare il copia e incolla. La responsabilità di quello che c’è scritto, quella resta tutta tua.

👉 Leggi anche: Claude Haiku 5.5: tre numeri per lo stesso sconto — il modello piccolo e veloce di Anthropic, da scegliere anche su Claude.ai senza abbonamento.

👉 Leggi anche: Claude Design per tutti: il bello ora è di serie — documenti, slide e grafica fatti dentro Claude, ora anche sul piano Free, più i nuovi Dashboards e Motion.

Domande frequenti

Cos’è Claude for Google Workspace?

È un’estensione di Anthropic, in beta dal 6 ottobre 2026, che apre Claude in una barra laterale dentro Google Docs, Fogli Google e Presentazioni Google. Claude legge il file aperto, risponde alle domande e lo modifica direttamente. Si installa una volta sola dal Google Workspace Marketplace e compare nel menu Estensioni di tutte e tre le app.

Si può usare con la versione base di Claude?

Per ora no. Secondo il Centro assistenza di Anthropic la beta è disponibile per i piani Pro, Max, Team ed Enterprise. Serve anche un account Google a cui sia permesso installare app dal Google Workspace Marketplace.

Claude vede tutti i file del mio Google Drive?

L’estensione vede solo il file in cui la apri, più i connettori che accendi tu. Se invece lavori sui file Google partendo da Claude, con i connettori per Docs, Fogli e Presentazioni, Claude può arrivare a qualunque file che i permessi del tuo Drive consentono.

I colleghi vedono quello che chiedo a Claude?

Attraverso il file no: la conversazione resta nel tuo browser, e i colleghi vedono solo le modifiche, nel file e nella cronologia delle versioni, attribuite a te. Nei piani Enterprise, però, Anthropic prevede strumenti di controllo e registrazione con cui l’organizzazione può accedere alle sessioni, comprese domande, risposte e modifiche.

I miei documenti servono ad addestrare Claude?

Secondo Anthropic no: i contenuti passati dall’estensione non vengono usati per addestrare i suoi modelli, e domande e risposte vengono cancellate dai suoi sistemi entro 30 giorni, salvo i casi previsti dalle sue regole.

Esiste anche per Word, Excel e PowerPoint?

Sì, Anthropic ha una versione per Microsoft 365. Una funzione, il passaggio di un lavoro da un’app all’altra, per ora c’è solo lì.

Fonti

Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana — Luca Masrè Passaro
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Luca Masrè Passaro
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Luca Masrè Passaro

Comunicazione, psicologia e persuasione. Autore del Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana.

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