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Luca Masrè Passaro
Laboratorio AI

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Claude Design per tutti: il bello ora è di serie

Claude Design, Docs e Slides escono dalla beta e arrivano sul piano Free, con Dashboards e Motion. Cosa cambia per chi lavora e cosa fare entro il 14/12.

LMP Luca Masrè Passaro
·
09.10.2026
Illustrazione in stile Ghibli: in una tipografia di paese un automa d'ottone stampa fogli colorati, mentre una ragazza ne guarda uno controluce e scopre la griglia nascosta del disegno

Fino a poco tempo fa, una presentazione fatta bene raccontava qualcosa di chi l’aveva fatta. Le slide pulite, i colori giusti, il grafico che si capiva al primo sguardo: dietro c’erano ore. E chi le guardava, anche senza pensarci, quelle ore le sentiva.

Da ieri sera gli strumenti di Claude per fare documenti, slide e grafica sono a disposizione di chiunque abbia un account, anche senza abbonamento. Quante ore ti fanno risparmiare lo scopri sul tuo lavoro. Ma la soglia d’ingresso si è abbassata per tutti.

L’8 ottobre 2026, alle 21 ora italiana, Anthropic ha tolto l’etichetta «beta», cioè di fase di prova, a Claude Docs, Slides e Design, gli strumenti di Claude per fare documenti, presentazioni e grafica, e li ha aperti a tutti i piani, compreso Free. Nello stesso annuncio ha presentato due strumenti nuovi, in prova: Dashboards, che trasforma i dati di un’azienda in un cruscotto che si aggiorna da solo, e Motion, che trasforma un report in una breve animazione.

La notizia, per come la leggo io, è che il bello è diventato di serie. La domanda interessante è cosa succede quando il bello lo hanno tutti.

In breve

L’8 ottobre 2026 Anthropic ha annunciato che Claude Docs, Slides e Design, gli strumenti per creare documenti, presentazioni e grafica dentro la chat, escono dalla fase di prova e sono disponibili su tutti i piani di Claude, compreso Free. Arrivano in beta anche Claude Dashboards, cruscotti che si collegano ai dati dell’azienda e si aggiornano da soli (sui piani a pagamento), e Claude Motion, brevi animazioni costruite in codice ed esportabili come video MP4 (sui piani Team ed Enterprise). Il sito separato di Claude Design, claude.ai/design, chiude il 14 dicembre 2026: chi lo usa deve spostare i suoi sistemi di design, cioè gli insiemi di colori, caratteri e regole grafiche salvati, e salvare chat e commenti; i link pubblici ai progetti smetteranno di funzionare.

Cosa ha annunciato Anthropic

Facciamo un passo indietro. Il 16 settembre Anthropic aveva annunciato l’unione della chat di Claude e di Cowork, il suo spazio per i lavori lunghi, in arrivo prima sui piani Pro e Max e poi sugli altri, e aveva presentato Claude Docs e Claude Slides. Ne avevo scritto in Claude Docs e Slides: al lavoro senza più Cowork. Da quel giorno anche Claude Design, nato su un indirizzo tutto suo, lavorava dentro le conversazioni. Allora tutti e tre erano in beta, solo sui piani a pagamento.

Tre settimane dopo, l’8 ottobre, Anthropic scrive che con questi strumenti le persone hanno già creato più di 45 milioni fra documenti, presentazioni e grafiche, e che la maggior parte delle novità uscite nel frattempo è nata dalle richieste degli utenti. Quindi toglie la parola «beta» e li apre a tutti: Free, Pro, Max, Team ed Enterprise.

Insieme alla fine della fase di prova, ecco cosa cambia nel lavoro di tutti i giorni, secondo l’annuncio:

  • Si lavora in squadra. Tu, i tuoi colleghi e Claude potete lavorare sullo stesso documento, sulla stessa presentazione o sulla stessa grafica.
  • Si condivide fuori dall’azienda. Slide, grafiche, cruscotti e animazioni si possono mandare a persone esterne, o a chiunque abbia il link, se l’amministratore lo permette.
  • Le esportazioni restano come le hai fatte. I file PowerPoint e PDF, dice Anthropic, hanno lo stesso aspetto di quello che vedi nell’editor, e le presentazioni vanno su Google Slides come file modificabili.
  • Si modifica dal telefono, con l’app di Claude.
  • Per le grandi aziende, le chiavi di cifratura gestite dal cliente, cioè la possibilità di tenere in mano le chiavi che proteggono i propri file, e i modelli grafici scelti dagli amministratori.

Un dettaglio per chi gestisce Claude in un’azienda con il piano Enterprise: Docs, Slides e Design si accendono da soli il 15 ottobre, oppure si possono accendere subito. Dashboards e Motion invece partono spenti, e si attivano dalle impostazioni dell’organizzazione, alla voce Artifacts, la sezione dei lavori creati con Claude.

La beta è finita. Il prodotto, per Anthropic, è pronto per il lavoro vero.

Dashboards: il numero che ti mostra il conto

Il primo strumento nuovo parte da un problema che chiunque abbia lavorato in un’azienda strutturata conosce. Vuoi sapere una cosa sui tuoi dati, per esempio quanti clienti nuovi sono arrivati questa settimana rispetto al mese scorso. E per saperlo devi aprire una richiesta all’ufficio che gestisce i dati, oppure scrivere tu la domanda nel linguaggio dei database, l’SQL. Anthropic lo dice così: le persone aspettano, oppure lasciano perdere.

Claude Dashboards prova a togliere quel passaggio. Colleghi Claude alla piattaforma dove l’azienda tiene i suoi dati, l’annuncio cita Amazon Redshift, BigQuery, ClickHouse, Databricks e Snowflake, e fai la domanda in parole semplici, come la faresti a un collega. Claude cerca la risposta nei dati, costruisce il cruscotto, cioè la pagina con i grafici e i numeri principali, e lo tiene aggiornato quando i dati cambiano. Funziona anche con gli altri connettori di Claude, cioè i collegamenti ai servizi esterni: Anthropic fa l’esempio di un cruscotto delle trattative aperte in Salesforce, un programma per gestire clienti e vendite.

La parte che mi interessa di più, però, è un’altra. Su ogni numero puoi cliccare e vedere la query che c’è dietro, cioè la domanda esatta che Claude ha fatto ai dati per ottenerlo. Oppure puoi chiedere a Claude di spiegartela. E ogni grafico mostra quando i suoi dati sono stati aggiornati l’ultima volta.

Anthropic presenta Dashboards per le domande veloci, quelle esplorative. Quando serve un’analisi più profonda, il cruscotto si manda ai programmi di analisi che l’azienda usa già: l’annuncio ne elenca otto, da Amplitude a Sigma, e promette a breve Looker, monday.com e Tableau.

Per essere onesti con chi mi legge: oggi Dashboards è in beta, solo sui piani a pagamento, e gli esempi dell’annuncio parlano di piattaforme dati da azienda strutturata e di programmi collegati a Claude con i connettori. L’annuncio tace su come lavori con un semplice file Excel o con il gestionale della tua attività: se i tuoi conti stanno lì, prima di contarci conviene provarlo. Ti riguarda di sicuro, invece, l’idea che c’è dentro.

Un numero che ti mostra da dove viene vale più di un numero grande.

Motion: animare senza inventare persone

Il secondo strumento nuovo si chiama Claude Motion, ed è in beta sui piani Team ed Enterprise. Gli chiedi, sono esempi di Anthropic, di trasformare un report trimestrale in una spiegazione animata di 30 secondi per una riunione con tutta l’azienda, di aggiungere movimento a un grafico nelle slide per il consiglio di amministrazione, o di preparare un percorso guidato per spiegare un prodotto ai clienti nuovi. Claude costruisce l’animazione, che si guarda come un breve video. La puoi sistemare nell’editor o chiedere a Claude di cambiarla, e poi scaricarla come video MP4.

Il modo in cui la costruisce è la parte interessante. Claude scrive codice che anima i tuoi testi, i tuoi grafici, le forme e le immagini. Quindi puoi cambiare ogni parola, ogni numero, ogni tempo. E, scrive Anthropic, Motion lavora senza un modello che genera video: niente riprese inventate, niente persone create dall’AI. Se vuoi andare oltre, apri il lavoro in programmi come Adobe, Descript, HeyGen, Higgsfield, invideo, Luma AI o Runway, con Canva e Captions in arrivo.

Anthropic lo dice chiaramente: Motion è fatto per spiegare il tuo lavoro.

Qui provo una lettura mia. In questi mesi «video fatto con l’AI» per molti vuol dire volti finti, voci clonate, scene che non sono mai successe. Anthropic mette una riga netta: si anima ciò che esiste già, i tuoi numeri e le tue parole. È una scelta di prodotto, e insieme una scelta di posizionamento sulla fiducia. E per chi comunica ha senso: un grafico che si costruisce un pezzo alla volta dice a chi guarda in che ordine guardare. Il movimento, usato bene, è una forma di regia dell’attenzione.

Animare i propri dati è spiegare. Animare persone che non esistono è un’altra faccenda.

Il bello ora è di serie

Torniamo alla presentazione dell’inizio, perché qui la notizia diventa una questione di comunicazione.

Per anni, la cura di un documento è stata un segnale. Non diceva solo «ecco i dati». Diceva «ci ho lavorato», «ci tengo», «sono uno preciso». Chi riceveva un preventivo impaginato bene, o una presentazione pulita, ne ricavava un giudizio su chi l’aveva fatta. Funzionava perché la cura costava: tempo, competenza, a volte un grafico pagato apposta.

E c’è un meccanismo che rende quel segnale ancora più forte. In psicologia si chiama effetto alone: quando una caratteristica spicca, il nostro giudizio la allarga a tutto il resto. Una slide elegante fa sembrare più solido anche il ragionamento che contiene. Spesso senza che chi guarda se ne accorga.

Ora metti insieme le due cose. Se uno strumento disponibile anche sul piano Free può produrre in poco tempo documenti curati, la cura, secondo me, distingue molto meno chi ha lavorato da chi ha premuto un pulsante. Ma l’effetto alone continua a funzionare su chi guarda. Il risultato è doppio, e vale la pena guardarlo da entrambi i lati.

Dal lato di chi riceve: una presentazione bella può contenere un ragionamento debole, e l’occhio, abituato a fidarsi della forma, rischia di promuoverla lo stesso. Dal lato di chi produce: se usi lo stesso strumento di tutti, con le stesse impostazioni, il tuo lavoro rischia di somigliare a quello di tutti. Succede già con i siti, e ne ho scritto in perché i siti fatti con l’AI sono tutti uguali.

Allora dove si sposta la credibilità? La mia risposta è: su ciò che si può controllare. Ed è curioso che sia proprio Anthropic, nello stesso annuncio, a mostrare la strada. Il numero della dashboard che ti fa vedere la query. Il grafico che ti dice quando è stato aggiornato. L’animazione costruita con i dati che le dai, modificabile parola per parola: i dati restano da controllare, ma almeno si vedono. Sono tutte forme di trasparenza, che dicono a chi guarda: controlla pure.

Lo stesso vale per i tuoi documenti. La data dei dati, la fonte di ogni numero, il conto da cui esce il totale del preventivo. Fino a ieri potevano sembrare dettagli da pignoli. La mia previsione è che diventeranno la differenza fra un documento bello e un documento credibile.

Quando la forma è di serie, la fiducia si guadagna con i conti in vista.

Cosa cambia per chi lavora

Dipende da come usi Claude, e da quale piano hai.

Se usi Claude con il piano Free, adesso puoi chiedere in chat un documento, una presentazione o una grafica, modificarli, scaricarli come PowerPoint o PDF, mandare le slide su Google Slides e ritoccarli dal telefono. Pensa alle cose che fai ogni settimana: la presentazione per un cliente, il riepilogo di un progetto, il volantino di un evento, la pagina che spiega i tuoi servizi. L’annuncio non specifica i limiti d’uso del piano Free.

Se usi già Claude Design sul suo sito, claude.ai/design, hai una scadenza: il 14 dicembre 2026. Fino a quel giorno tutto continua a funzionare. Ma ci sono quattro cose da fare prima.

  • Spostare i sistemi di design. Si fa dalla pagina Artifacts di Claude, con il pulsante «Migrate team design systems». Restano fuori i sistemi vuoti e quelli creati da uno dei temi di partenza già pronti di Claude Design, anche se li hai modificati. Due dettagli se lavori in un’organizzazione: una sola migrazione porta con sé i sistemi di tutti, compresi quelli dei colleghi, e quelli pubblicati e non privati diventano visibili a tutta l’organizzazione. Con un piano individuale non si condivide niente. Con il piano Enterprise, invece, i sistemi di design partono spenti: prima l’amministratore li deve accendere. E le organizzazioni che hanno scelto la conservazione zero dei dati, chiamata ZDR, non possono attivare gli Artifacts e quindi non possono migrare: per loro la guida di Anthropic consiglia di scaricare i progetti prima della chiusura.
  • Salvare quello che ti serve delle chat e dei commenti. Restano sul vecchio sito e dopo la chiusura vengono cancellati.
  • Tenere d’occhio i progetti. Per ora restano sul vecchio sito e funzionano, Anthropic promette a breve le istruzioni per portarli in Claude, e dopo la chiusura gli originali vengono cancellati. Intanto si possono scaricare uno alla volta, come archivio .zip, dal pulsante «Share».
  • Controllare a chi hai mandato un link pubblico. Dal 14 dicembre i link pubblici ai progetti del vecchio sito smettono di funzionare. Se ne hai mandato uno a un cliente, conviene avvisarlo tu e mandargli il file o una versione nuova, prima che se ne accorga lui.

Se lavori in un’azienda con il piano Team o Enterprise, in più hai Motion, e con un qualunque piano a pagamento puoi provare Dashboards. Ricorda però che la condivisione fuori dall’azienda passa dalle regole dell’amministratore.

E poi c’è il quadro. Nella stessa settimana ho scritto di GPT-6 in ChatGPT, con le risposte che ora si toccano, e di Claude dentro Google Docs. La mia lettura è che la chat stia diventando un laboratorio dove si consegnano oggetti finiti: il documento, il cruscotto, l’animazione. Il che rende ancora più importante sapere cosa chiedere, e come controllare quello che arriva. Su questo, i cinque livelli per usare Claude sul serio sono un buon punto di partenza.

Lo strumento ormai ce l’hanno tutti. Il criterio resta tuo.

Come portarlo nel tuo lavoro

  1. Provalo su un documento vero. Prendi una cosa che devi consegnare questa settimana, il riepilogo per un cliente o le slide per una riunione, e chiedila a Claude partendo dai tuoi appunti. Poi confronta il tempo con quello che ci mettevi prima.
  2. Prima il contenuto, poi la forma. Scrivi tu la tesi, i tre punti e i numeri. Chiedi a Claude di impaginarli. Se fai il contrario, avrai un documento bellissimo che dice quello che ha deciso lo strumento.
  3. Metti i conti in vista. Per ogni numero importante, scrivi da dove viene e a che data si riferisce. È la versione artigianale della query di Dashboards, e fa la differenza fra bello e credibile.
  4. Dai al documento la tua voce. Usa i tuoi colori, i tuoi caratteri, le tue espressioni. Se hai un sistema di design, caricalo: il documento deve sembrare tuo prima ancora che sembrare curato.
  5. Quando ricevi un documento curato, leggi il contenuto come se fosse brutto. È il modo più semplice per difendersi dall’effetto alone.
  6. Se usi claude.ai/design, segna il 14 dicembre in agenda. Sposta i sistemi di design, salva chat e commenti, scarica i progetti che ti servono, sostituisci i link pubblici che hai mandato in giro.
  7. Se hai il piano Team o Enterprise, prova Motion su un grafico. Un solo grafico, quello che in riunione nessuno capisce mai. Guarda se animato si capisce meglio.
  8. Se gestisci Claude in azienda con il piano Enterprise, decidi prima del 15 ottobre se Docs, Slides e Design devono accendersi per tutti, e chi può condividere fuori dall’organizzazione.

Prima di consegnare, rileggi numeri, fonti e ragionamento. È la parte che porta la tua firma.

Domande frequenti

Che cosa sono Claude Docs, Slides e Design?

Sono gli strumenti di Claude per creare documenti, presentazioni e grafica direttamente in chat. Si possono modificare insieme a Claude e ai colleghi, presentare, condividere con un link e scaricare come PowerPoint o PDF; le presentazioni si possono mandare su Google Slides come file modificabili.

Claude Design si può usare con il piano Free?

Sì. Dall’8 ottobre 2026 Claude Docs, Slides e Design sono usciti dalla beta e sono disponibili su tutti i piani di Claude: Free, Pro, Max, Team ed Enterprise.

Che cos’è Claude Dashboards e chi può usarlo?

È uno strumento in beta che collega Claude alle piattaforme dove l’azienda tiene i dati, come BigQuery, Databricks o Snowflake, o a un programma per gestire i clienti come Salesforce, e costruisce cruscotti che si aggiornano da soli. Su ogni numero si può vedere la query che lo ha prodotto. È disponibile sui piani a pagamento.

Che cos’è Claude Motion?

È uno strumento in beta che trasforma report, grafici o presentazioni di prodotto in brevi animazioni, costruite in codice e quindi modificabili parola per parola, esportabili in MP4. Secondo Anthropic lavora senza un modello che genera video, quindi senza riprese o persone create dall’AI. È disponibile sui piani Team ed Enterprise.

Cosa succede al sito claude.ai/design?

Chiude il 14 dicembre 2026, e da quel giorno l’indirizzo porterà a Claude. Fino ad allora funziona. Prima della chiusura conviene spostare i sistemi di design dalla pagina Artifacts di Claude e salvare chat e commenti, che dopo non saranno più disponibili. I progetti, per ora, restano sul vecchio sito: Anthropic promette a breve le istruzioni per portarli in Claude, e intanto si possono scaricare uno alla volta. Anche i link pubblici ai progetti smetteranno di funzionare.

Quanti documenti sono stati creati con questi strumenti?

Secondo Anthropic, più di 45 milioni fra documenti, presentazioni e grafiche, dal momento in cui Docs, Slides e Design sono arrivati dentro le conversazioni di Claude, il 16 settembre 2026.

Fonti

Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana — Luca Masrè Passaro
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Luca Masrè Passaro
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Luca Masrè Passaro

Comunicazione, psicologia e persuasione. Autore del Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana.

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