Su un listino, «20x» sembra la cosa più chiara del mondo. Venti volte. Venti volte cosa, però?
Venerdì 6 novembre un giudice federale della California, Alex Tse, ha scritto che la promessa di Anthropic ai clienti di Claude Max, «5x or 20x more usage», cinque o venti volte più uso, è «plausibly misleading»: può plausibilmente ingannare. Lo riporta Courthouse News, l’agenzia americana che segue le cause nei tribunali. Anthropic sostiene che il moltiplicatore valga per sessione. Il giudice ha notato dove stava scritto: a due link di distanza dalle pagine di vendita.
È una decisione iniziale. Chi vende qualcosa, però, farebbe bene a guardare il ragionamento: un giudice che legge un numero come lo legge un cliente.
In breve
Il 6 novembre 2026 il giudice federale Alex Tse ha lasciato proseguire in parte la causa contro Anthropic sugli abbonamenti Claude Max. Secondo Courthouse News, ritiene «plausibly misleading» la promessa di «5x or 20x more usage»: chi paga al mese, scrive, può ragionevolmente capirla come cinque o venti volte al mese. Anthropic sostiene che il moltiplicatore valga per sessione, e il giudice osserva che quella precisazione stava «two hyperlinks away» dalle pagine di vendita principali. È una decisione iniziale: diverse accuse sono cadute, e la questione se Anthropic abbia ingannato i clienti resta aperta. Per chi vende, la lezione riguarda dove metti l’unità di misura.
Cosa ha deciso il giudice
La causa l’hanno aperta due abbonati, Karl Kahn e Solomon Smith, a nome dei clienti di Claude Max. Courthouse News la definisce una proposta di azione collettiva: i due chiedono di rappresentare anche gli altri clienti. Anthropic ha chiesto di chiuderla subito con una mozione, cioè una richiesta formale al giudice, depositata il 22 settembre. Nel fascicolo del tribunale del distretto settentrionale della California, la decisione su quella richiesta compare il 6 novembre come documento 50.
Una precisazione su come leggere quello che segue. Su CourtListener, l’archivio online dei fascicoli, la voce del documento 50 rimanda all’acquisto sul sistema dei tribunali americani e il testo integrale in chiaro manca. Le frasi del giudice qui citate vengono dal resoconto di Courthouse News.
Il risultato è diviso. Tse ha respinto diverse accuse e ha lasciato andare avanti le parti principali. Restano in piedi l’accusa di aver descritto i piani in modo falso per negligenza, quella di aver violato i contratti di abbonamento e, per Smith, quella basata sulla legge californiana che protegge i consumatori.
Sul punto che conta, la frase è corta: «The advertising in question is plausibly misleading». La pubblicità in questione è plausibilmente ingannevole.
Quel «plausibly» pesa. In questa fase il giudice decide se una causa può proseguire. Secondo Courthouse News, le spiegazioni di Anthropic potranno aiutarla a difendere la sua pubblicità più avanti, ma non sono bastate a chiudere il caso in questa fase. Sempre secondo l’agenzia, Anthropic e i querelanti non hanno risposto subito alla richiesta di un commento.
Per ora alcune accuse proseguono e altre sono cadute. La questione se la pubblicità abbia ingannato i clienti resta aperta.
Venti volte cosa
I piani in causa sono tre. Pro, da 17 a 20 dollari al mese. Max 5x, 100 dollari. Max 20x, 200 dollari. Secondo Courthouse News, il sito prometteva agli abbonati Max «5x more usage than Pro» o «20x more usage than Pro», cinque o venti volte più uso rispetto a Pro.
Il limite però ha due piani, e qui nasce tutto. Stando a quanto Courthouse News riporta dall’ordinanza, chi ha Max può usare Claude cinque o venti volte di più in ogni sessione di cinque ore. I limiti settimanali, invece, non sono cinque o venti volte più alti di quelli di Pro. Per un modello di Claude, Kahn e Smith hanno calcolato che Max 20x dia sei volte l’uso settimanale di Pro e Max 5x 3,5 volte. È un calcolo loro, e riguarda quel modello.
Il resoconto cita anche un cliente: «I am only on my third day of the week, and I have already used 50% of my weekly allowance on the 20x Max plan». Sono al terzo giorno della settimana e ho già usato metà del mio limite settimanale sul piano 20x.
La difesa di Anthropic è netta, e conviene leggerla con le sue parole. Nella mozione scrive che i piani danno cinque o venti volte più uso «per session», per sessione, e che «”Per session” does not mean “per week” or “per month.”», per sessione non significa per settimana o per mese. Le accuse, sostiene, mettono in bocca all’azienda parole mai dette: «Anthropic said no such thing». Anzi, secondo la mozione, la parola «also» nella pagina d’aiuto, dove si legge che i piani Max hanno «anche» due limiti settimanali, segnala che quei limiti sono una cosa separata dal moltiplicatore.
Tse, sempre secondo Courthouse News, ha ragionato da un’altra parte. I clienti pagano ogni mese. Quindi possono ragionevolmente capire la promessa come cinque o venti volte più uso ogni mese.
Anthropic misura a sessioni. Il cliente paga a mesi. Nel «20x», l’unità di misura rischia di mettercela chi legge.
Due link di distanza
La frase che resterà è questa: «Anthropic’s per session disclosure is located two hyperlinks away from the primary sales pages on claude.com». La precisazione sulle sessioni si trova a due link dalle pagine di vendita principali.
Per abbonarsi, ha osservato Tse secondo Courthouse News, i clienti non avevano bisogno di aprire quella pagina. I querelanti l’hanno paragonata alle scritte piccole sul retro di una bottiglia di shampoo. E l’asterisco su una pagina di vendita porta a «Usage limits apply», si applicano limiti d’uso, senza nominare i limiti per sessione.
Anthropic vedeva la stessa pagina in un altro modo. Nella mozione la descrive come disponibile ai potenziali clienti «in the mandatory subscription purchase flow», nel percorso d’acquisto obbligatorio, e ricorda che lo stesso avviso sui limiti compare più volte. Due letture della stessa strada: per l’azienda il cartello c’era, per il giudice il cliente poteva arrivare alla cassa senza passarci davanti.
Una precisazione lavora dove il cliente decide. Due link più in là rischia di restare sola.
Le accuse che sono cadute
Raccontare solo la metà scomoda per Anthropic sarebbe scorretto. L’ordinanza, sempre nel resoconto di Courthouse News, le dà ragione su diversi punti.
Sono cadute le accuse basate su due leggi californiane contro le pratiche commerciali scorrette e la pubblicità falsa. I due clienti restano abbonati pur conoscendo la pubblicità contestata, e secondo Tse non hanno mostrato di poter chiedere un ordine che costringa Anthropic a cambiare il suo marketing. Nemmeno hanno spiegato perché un risarcimento in denaro non basterebbe.
È caduta anche l’accusa di aver mancato all’obbligo di trattare i clienti in modo leale cambiando i limiti durante il periodo di fatturazione. I termini di servizio permettono di cambiare i limiti di capacità, e gli abbonati Max hanno comunque più uso settimanale di Pro. La frase di Tse è chiara: «Anthropic didn’t tighten usage limits as a bait-and-switch». Anthropic non ha stretto i limiti come un’esca, il trucco di promettere una cosa per darne un’altra.
C’è poi un passaggio che tocca chi usa Claude per lavoro. La legge a tutela dei consumatori copre gli acquisti per uso personale, familiare o domestico. L’accusa di Smith è sopravvissuta: è uno studente di informatica, e il giudice ha ritenuto che l’uso per studio sia diverso dall’uso commerciale. Quella di Kahn no, perché ha scritto solo di usare Claude Code per «computer programming tasks», compiti di programmazione. «He could be an entrepreneur who uses Claude Code to develop software for sale», ha scritto Tse: potrebbe essere un imprenditore che ci sviluppa software da vendere. Kahn potrà aggiungere dettagli.
Resta infine un punto che vale per tutti quelli che hanno una pagina di vendita. Tse ha ritenuto che i contratti possano comprendere le pagine di vendita, perché i termini di Anthropic rimandano al «the order process», il processo d’ordine, per i dettagli dell’abbonamento.
Quello che scrivi per vendere, in questo caso, può entrare in quello che hai firmato.
Intanto il «20x» ha lasciato il listino
Una settimana prima dell’ordinanza, il 30 ottobre, Anthropic ha cambiato i nomi: Max 5x è diventato Max, Max 20x è diventato Ultra, con i prezzi invariati. L’ho raccontato qui. Le fonti lette non collegano il cambio di nome alla causa, e sarebbe una supposizione farlo.
Si può fare un’altra cosa: confrontare come suona la pagina adesso. Sul sito, il 7 novembre, si legge: «Max gives you 5x the usage of Pro, every 5 hours and every week. Ultra gives you 10x the weekly usage of Pro, with no 5-hour limit for verified accounts». Max dà cinque volte l’uso di Pro, ogni cinque ore e ogni settimana. Ultra dà dieci volte l’uso settimanale di Pro, senza il limite delle cinque ore per gli account verificati.
Accanto al numero, adesso, c’è la sua unità di misura. E sul piano più caro il numero che leggi è dieci, riferito alla settimana. Il calcolo dei due clienti dice sei per un modello, la pagina di Anthropic dice dieci sul piano di oggi: modelli e periodi possono essere diversi, e le fonti lette non li mettono a confronto.
Nella pagina consultata il 7 novembre, il «10x» di Ultra è riferito esplicitamente alla settimana.
Il numero senza unità di misura
Questa è la parte che mi interessa di più, e da qui in poi parlo io.
Un moltiplicatore è una delle formule più persuasive che ci siano, perché dice pochissimo. Cinque volte cosa? Venti volte rispetto a quando? Il lettore raramente si ferma sulla domanda. Completa la frase con l’unità che ha sotto mano. Se paghi al mese, pensi al mese.
È parente stretto dell’effetto ancoraggio: il primo numero che vedi fa da riferimento a tutto quello che viene dopo. Il «20» sta nella pagina di vendita. La parola «sessione» sta in un’altra pagina, e deve spostare un’idea già comoda.
C’è poi un dettaglio che nelle AI pesa più che altrove. La stessa pagina dei prezzi spiega che quanto puoi fare dipende dalla lunghezza e dalla complessità delle conversazioni, dal modello e dalle funzioni che usi, «so there’s no fixed message count», quindi un numero fisso di messaggi non esiste. Stai comprando un multiplo di una quantità che il venditore stesso descrive come variabile.
Vale anche fuori da Anthropic. Da dicembre, come ho scritto parlando di ChatGPT Plus e della quota unica, sui piani Plus, Pro e Business di OpenAI la quota condivisa fra ChatGPT e Codex si conterà in token, l’unità con cui i modelli misurano il testo. I modelli più avanzati in genere ne consumano di più, e la chat Instant resta fuori dal conto. Gli abbonamenti alle AI, per come la vedo io, vendono spesso una quantità difficile da immaginare. E il venditore tende a tradurla in un numero facile.
Un moltiplicatore è una promessa con un buco in mezzo. Il buco lo riempie chi compra.
Come portarlo nel tuo lavoro
Se vendi qualcosa, anche senza AI di mezzo, questa ordinanza è un buon promemoria. I consigli che seguono sono miei, parlano di comunicazione e non sostituiscono un legale.
- Scrivi il numero con la sua unità, sulla stessa riga. «Venti volte» diventa «venti volte per sessione di cinque ore». Perde fascino, guadagna difesa.
- Metti il limite dove si decide. Vicino al prezzo, nella pagina in cui si paga. Se per trovarlo bisogna aprire altre due pagine, chiediti quanti clienti lo faranno.
- Rileggi i tuoi asterischi. «Si applicano limiti» dice che un limite esiste e lascia il cliente senza sapere quale. Scrivi quale.
- Fai la prova della persona che non sa. Mostra l’offerta a qualcuno che non conosce il prodotto e chiedigli cosa ha capito. Se risponde con un’unità diversa dalla tua, hai trovato il problema prima di un cliente arrabbiato.
- Tratta la pagina di vendita come una promessa scritta. In questa causa il giudice ha ritenuto che possa entrare nel contratto. Le frasi del marketing meritano la stessa rilettura delle condizioni.
- Da compratore, fai sempre la stessa domanda. Davanti a un «per», a un «×», a un «fino a», chiedi: di cosa, e ogni quanto? Poi cerca la pagina dei limiti prima di scegliere il piano.
Resta la domanda che vale per ogni offerta che hai online adesso: se il tuo cliente migliore ti chiedesse «venti volte cosa?», la risposta sta già lì, accanto al numero?
Domande frequenti
Anthropic è stata condannata?
No. È una decisione iniziale su una richiesta di chiudere la causa. Il giudice ha respinto diverse accuse e ne ha lasciate proseguire altre. Secondo Courthouse News, le spiegazioni di Anthropic potranno aiutarla a difendere la sua pubblicità più avanti.
Cosa vuol dire «plausibly misleading»?
Vuol dire che, per il giudice, la pubblicità può plausibilmente ingannare, ed è abbastanza per non chiudere la causa in questa fase. Stabilire se abbia ingannato davvero resta da fare.
Chi ha Claude Max può chiedere un rimborso?
Le fonti lette non parlano di rimborsi disponibili. Courthouse News descrive una proposta di azione collettiva: la causa è in corso, e nel resoconto nessun risarcimento risulta deciso.
Questa decisione vale anche in Italia?
L’ordinanza viene da un tribunale federale della California e tratta leggi californiane. Le fonti lette non dicono niente dei clienti italiani. Ne ricavo una lezione di comunicazione. Eventuali conseguenze per chi compra dall’Italia, le fonti disponibili non permettono di stabilirle.
I piani Max 5x e Max 20x esistono ancora?
Dal 30 ottobre 2026 si chiamano Max e Ultra, con gli stessi prezzi, 100 e 200 dollari al mese. La causa riguarda la pubblicità dei piani con i vecchi nomi.
Quanto valeva allora il «20x»?
Dipende da cosa misuri, ed è il cuore della causa. Anthropic sostiene che valesse venti volte per sessione. Kahn e Smith hanno calcolato, per un modello di Claude, sei volte l’uso settimanale di Pro. Oggi la pagina dei prezzi indica per Ultra dieci volte l’uso settimanale di Pro, e le fonti lette non permettono di confrontare direttamente questo dato con il calcolo dei due clienti.