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Luca Masrè Passaro
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Effetto ancoraggio: come il primo numero condiziona le tue scelte

Effetto ancoraggio: cos’è, l’esperimento di Tversky e Kahneman, esempi tra prezzi e trattative e come difendersi da questo bias decisionale.

LMP Luca Masrè Passaro
·
20.07.2026
Effetto ancoraggio: una persona in un mercato trattenuta da una corda legata a una grande ancora di nave

In breve

L’effetto ancoraggio è la tendenza a farsi condizionare dal primo numero che incontriamo, anche quando è palesemente arbitrario. È una delle tre euristiche classiche di Kahneman e Tversky, e governa prezzi, sconti, trattative e stipendi. Non si disattiva sapendo che esiste: si neutralizza arrivando con un numero tuo.

In vetrina: 200€ sbarrato, 99€. Ti sembra un affare. Ma se quel 200 non l’avessi mai visto, 99€ ti sembrerebbero ancora un affare? Probabilmente no.

Quel primo numero ti è rimasto attaccato addosso e ha deciso per te. Si chiama effetto ancoraggio, ed è uno dei modi più semplici per influenzare una scelta.

In breve. L’effetto ancoraggio è il bias per cui la prima informazione numerica che riceviamo (l'”àncora”) condiziona pesantemente le valutazioni successive, anche quando è arbitraria o irrilevante. È alla base di prezzi, sconti e trattative.

Cos’è l’effetto ancoraggio

Lo studiano gli psicologi Amos Tversky e Daniel Kahneman negli anni ’70. La mente, dovendo stimare un valore incerto, si aggrappa al primo riferimento disponibile e poi si “aggiusta” a partire da lì — ma l’aggiustamento è quasi sempre insufficiente. L’àncora resta, e tira.

L’esperimento

Tversky e Kahneman fanno girare una ruota della fortuna truccata (si ferma su 10 o 65), poi chiedono ai partecipanti quale percentuale di Paesi africani facesse parte dell’ONU. Chi aveva visto 10 rispondeva in media 25%; chi aveva visto 65, il 45%. Un numero totalmente a caso, uscito da una ruota, aveva spostato le risposte. Questa è la forza dell’àncora.

Esempi nella vita quotidiana

  • Prezzi e sconti. Il prezzo “barrato” è un’àncora che fa sembrare conveniente quello nuovo.
  • Trattative. Chi fa la prima offerta fissa il punto attorno a cui ruota tutto il resto.
  • Stipendi. La prima cifra detta in un colloquio condiziona l’intera negoziazione.
  • Menu. Il piatto carissimo in alto rende “ragionevoli” tutti gli altri.

Dove ti costa davvero: prezzi, trattative, stipendi

L’ancoraggio non è una curiosità da laboratorio: è probabilmente il bias che ti costa più soldi nel corso di una vita.

Il prezzo barrato. Quel «prezzo consigliato» sbarrato accanto allo sconto spesso non è mai stato il prezzo reale di vendita. Non serve a informarti: serve a piantare un’ancora alta perché il prezzo vero sembri un affare. Stessa logica per il menù con un piatto costosissimo in cima, che fa apparire ragionevoli tutti gli altri.

La prima offerta in trattativa. Contrariamente a quel che si crede, in molte negoziazioni conviene aprire per primi: chi fa la prima offerta pianta il paletto attorno a cui si muoverà tutto il resto. Chi aspetta per «non scoprirsi» sta solo lasciando all’altro il diritto di scegliere il campo da gioco.

La domanda sullo stipendio. «Quanto guadagna adesso?» non è una domanda amministrativa: è un’ancora. Se rispondi con la cifra attuale, hai appena definito il tetto della trattativa. La risposta più utile sposta il piano: parlare della fascia di mercato per quel ruolo, non della tua storia.

Le stime di tempo e budget. Vale anche tra colleghi: il primo numero detto in riunione («secondo me ci vogliono due settimane») condiziona tutte le stime successive, anche di chi ne sa di più.

In sintesi · le 3 contromosse

  • Arriva col tuo numero. Decidi la cifra prima di sentire la loro. Un’ancora tua è l’unica difesa che funziona.
  • Chiedi da dove viene. «Come avete calcolato questa cifra?» Se non c’è una risposta, era un’ancora.
  • Se è assurda, non trattarla. Rilanciare su un’ancora estrema significa restare nel suo campo: meglio rimetterla in discussione e ripartire.

Come difendersi

  • Fatti la tua stima prima di sentire la loro. Arriva con un’àncora tua e quella altrui peserà meno.
  • Chiediti se il riferimento è reale. Quel “prezzo pieno” è mai esistito davvero?
  • Nelle trattative, prova a fare tu la prima offerta. Chi getta l’àncora, spesso, decide il mare.

Non puoi impedire al primo numero di entrarti in testa. Puoi però ricordarti che è solo un numero — e che, molto spesso, qualcuno l’ha scelto apposta per te.

FAQ — Domande frequenti sull’effetto ancoraggio

Cos’è l’effetto ancoraggio?

È un bias cognitivo per cui la prima informazione numerica ricevuta condiziona le valutazioni successive, anche quando è arbitraria o irrilevante.

Chi ha studiato l’effetto ancoraggio?

Gli psicologi Amos Tversky e Daniel Kahneman, con il celebre esperimento della ruota della fortuna e la stima sui Paesi africani all’ONU.

Dove si usa l’effetto ancoraggio?

Soprattutto nel marketing e nelle vendite: prezzi barrati, sconti, prima offerta nelle trattative e cifre di partenza nei colloqui di lavoro.

Come difendersi dall’effetto ancoraggio?

Facendosi una stima propria prima di ricevere quella altrui, verificando se il riferimento è reale e, nelle trattative, provando a fare per primi l’offerta.

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Comunicazione, psicologia e persuasione. Autore del Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana.

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