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Luca Masrè Passaro
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Commercialisti, avvocati e AI: cosa dice la legge

Claude for Financial Advisors, i nuovi workflow per le piccole imprese, ed è già legge in Italia: cosa deve fare uno studio professionale che usa l’AI.

LMP Luca Masrè Passaro
·
18.09.2026
Robot assistente che organizza documenti in uno studio professionale, illustrazione per AI e commercialisti

Metà settembre, chiusura del mese. In uno studio commercialista qualsiasi, qualcuno sta incrociando a mano gli estratti conto di dodici clienti diversi con le fatture emesse, cercando lo scostamento che non torna. Nello stesso momento, a Milano come a San Francisco, si discute di come l’intelligenza artificiale possa fare esattamente questo lavoro — riconciliare, segnalare le anomalie, preparare il pacchetto pronto per chi deve firmarlo.

Il 14 e il 15 settembre 2026 Anthropic ha fatto due annunci che, messi insieme, dicono qualcosa di preciso su dove sta andando l’AI nel lavoro dei professionisti. E in Italia è già in vigore dall’ottobre 2025 una norma che riguarda direttamente chiunque — commercialista, avvocato, notaio, consulente — usi questi strumenti nel lavoro per un cliente.

Fino a poco tempo fa, l’AI applicata al lavoro di uno studio professionale era quasi solo teoria da convegno: bella da sentire, difficile da immaginare voce per voce sul proprio gestionale. Le due notizie di settembre spostano il discorso dal “un giorno forse” al “questa settimana, per qualcuno, già succede” — anche se non ancora, e non del tutto, in Italia.

La notizia: Claude entra nella consulenza finanziaria

Il 14 settembre Anthropic ha presentato Claude for Financial Advisors, un plugin pensato per consulenti finanziari, con collegamenti annunciati a piattaforme come Schwab, BlackRock, Addepar, Envestnet, iCapital e Orion — alcuni già attivi, altri ancora in arrivo. Tra i workflow inclusi c’è un “estate and tax brief” che confronta le intestazioni dei conti con i piani patrimoniali del cliente e segnala le incongruenze, e un controllo di conformità che verifica i testi prima che escano rispetto alle regole del regolatore americano (la SEC). Su ogni raccomandazione resta obbligatoria la revisione umana.

Anthropic lo consiglia soprattutto per il piano Enterprise, tarato sulla normativa e sui fornitori americani: non è qualcosa che uno studio italiano può installare domani mattina. Ma il disegno dietro — un sistema che prepara il lavoro e una persona che lo approva — è lo stesso che vale ovunque, e che vale la pena capire.

Lo stesso disegno, un giorno dopo, per le piccole imprese

Il giorno successivo, il 15 settembre, Anthropic ha ampliato Claude for Small Business — il plugin di cui ho scritto in questo articolo — portandolo da 15 a 43 workflow e aggiungendo 27 nuove integrazioni. Tra questi c’è “Close Month”: riconcilia incassi, spese e stipendi, segnala le discrepanze e prepara un conto economico in linguaggio semplice, oltre a un pacchetto di chiusura pensato esplicitamente per il commercialista. C’è anche “Monday Brief”, un report settimanale su cassa, vendite e fatture scadute.

Il prodotto, nato a maggio 2026, ha superato le 900.000 installazioni — un dato complessivo dichiarato da Anthropic, senza dettaglio geografico: non risultano dati specifici sull’adozione in Italia nelle fonti consultate, ed è bene dirlo chiaramente invece di far intendere il contrario.

Cosa significa per uno studio italiano, oggi

I connettori citati sopra — QuickBooks, Xero, Gusto, Schwab — non sono gli strumenti che usa la maggior parte degli studi italiani. Quindi il punto utile qui non è “installa questo plugin”: è il metodo che questi workflow rendono visibile, e che si può replicare con gli strumenti che si hanno già, anche senza automazione end-to-end.

Vale comunque la pena guardare cosa fanno questi strumenti, anche prima che arrivino — se arriveranno — in Italia con i gestionali giusti. Il motivo è semplice: chi ha già capito la logica (dati in ingresso, analisi dell’AI, verifica umana, output pronto) parte avvantaggiato rispetto a chi scopre tutto da zero il giorno in cui un connettore utile diventa disponibile. Capire il metodo prima dello strumento è, in generale, il modo più solido per non rincorrere ogni novità.

Tre esempi concreti, pensati come pattern da adattare — non come funzionalità già pronte all’uso in Italia:

Chiusura mensile preparata prima di arrivare in studio. Un cliente esporta manualmente estratto conto, fatture e cedolini e li carica in una conversazione con l’AI, chiedendo di individuare incassi doppi o storni mancanti e di preparare un riepilogo ordinato. Il commercialista riceve dati già riletti, non uno scatolone di scontrini — con la verifica finale che resta sempre sua.

Promemoria scadenze per i clienti. Sul modello del report settimanale automatico, uno studio può costruire un flusso che genera periodicamente l’elenco delle scadenze imminenti — F24, versamenti, dichiarazioni — con una bozza di email personalizzata per ciascun cliente, che il professionista rivede e invia lui stesso.

Prima lettura di un fascicolo complesso. Prima di una pratica articolata — una successione, un contenzioso, un’operazione straordinaria — si può far leggere all’AI un dossier di fatture, contratti e corrispondenza per ottenere un indice ragionato dei punti da verificare: date che non tornano, clausole ripetute in modo incoerente, documenti mancanti rispetto a un elenco tipo. Un punto di partenza per il professionista, che resta l’unico a decidere cosa contare davvero e cosa scartare — mai una conclusione al posto suo.

La legge che ti riguarda già, a prescindere dallo strumento

Qui arriva la parte che riguarda ogni professionista italiano, indipendentemente da quale AI usi o se ne usi una. La Legge 23 settembre 2025, n. 132, all’articolo 13, in vigore dal 10 ottobre 2025, impone alle professioni intellettuali — commercialisti, avvocati e notai inclusi — di comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di intelligenza artificiale vengono usati nello svolgimento dell’incarico. La stessa norma conferma che l’uso di questi strumenti deve avere carattere strumentale e di supporto: il lavoro intellettuale della persona resta prevalente.

Il caso da ricordare

Dal 10 ottobre 2025, l’articolo 13 della Legge 132/2025 obbliga le professioni intellettuali italiane — commercialisti, avvocati e notai compresi — a comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di intelligenza artificiale vengono usati nel lavoro. La legge non impone una forma scritta specifica, ma conferma che l’AI deve restare strumentale e di supporto: il lavoro intellettuale della persona resta prevalente.

In pratica, questo significa che il tema non è più solo “conviene usare l’AI in studio?”. È anche “come lo comunico ai miei clienti, e come mi assicuro che resti davvero un supporto e non una scorciatoia sulla mia responsabilità?”. Sono due domande diverse, e la seconda vale anche per chi l’AI non l’ha ancora adottata: il giorno in cui lo farà, l’informativa e i confini di responsabilità dovranno già essere chiari, non improvvisati sotto scadenza.

Come puoi applicarlo al tuo studio

Prima cosa: se usi già un’intelligenza artificiale per una parte del lavoro sui fascicoli dei clienti, prepara una comunicazione breve e comprensibile su quali sistemi usi e come — la legge non impone un modulo specifico, ma mettere questa comunicazione per iscritto resta il modo più semplice per poterla dimostrare in caso di bisogno. Non è un adempimento da rimandare a un momento più comodo: è già legge dall’ottobre 2025, e vale per il fascicolo che stai aprendo oggi, non solo per quelli futuri.

Seconda cosa: prima di collegare qualunque strumento AI a conti correnti, gestionali o email dei clienti, chiediti chi altro vede quei dati e dove finiscono. Vale lo stesso principio di cui ho scritto parlando di cosa non scrivere mai in ChatGPT: i dati fiscali e finanziari di un cliente non sono meno sensibili di un contratto riservato.

Terza cosa: comincia da un workflow piccolo e verificabile — una prima lettura, un riepilogo, una bozza — non dalla firma o dall’invio automatico di qualcosa. La differenza tra “l’AI prepara” e “l’AI decide” è esattamente la differenza che la nuova norma chiede di rispettare, ed è anche, semplicemente, buon senso professionale.

In sintesi

  • Anthropic ha lanciato Claude for Financial Advisors (14/9) e ampliato Claude for Small Business a 43 workflow (15/9): entrambi seguono lo stesso schema, l’AI prepara e la persona approva.
  • I connettori citati sono in gran parte americani: per uno studio italiano oggi contano più il metodo che lo strumento esatto.
  • Dal 10 ottobre 2025 la Legge 132/2025 (art. 13) obbliga le professioni intellettuali italiane a comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, quali sistemi di AI usano — non impone però una forma scritta specifica.
  • L’AI deve restare strumentale e di supporto: il lavoro intellettuale del professionista resta prevalente.

Domande frequenti

Cos’è Claude for Financial Advisors?

È un plugin Enterprise di Anthropic, lanciato il 14 settembre 2026, pensato per consulenti finanziari americani, con collegamenti a piattaforme come Schwab, BlackRock e Addepar e workflow per il controllo di conformità e la verifica dei piani patrimoniali.

Un commercialista italiano deve dire al cliente se usa l’intelligenza artificiale?

Sì. Dal 10 ottobre 2025 la Legge 132/2025, articolo 13, obbliga le professioni intellettuali — commercialisti, avvocati e notai compresi — a comunicare al cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo, quali sistemi di AI usano nello svolgimento dell’incarico. La legge non impone una forma scritta specifica.

L’intelligenza artificiale può sostituire il giudizio di un professionista?

La stessa normativa conferma che l’uso dell’AI deve avere carattere strumentale e di supporto: il lavoro intellettuale del professionista resta prevalente.

I workflow di Claude for Small Business funzionano con i gestionali italiani?

I connettori ufficiali (QuickBooks, Xero, Gusto e simili) sono prevalentemente americani. Uno studio italiano può replicare lo stesso metodo — dati caricati, analisi dell’AI, verifica umana — senza però un’integrazione automatica pronta all’uso.

Risorse per approfondire

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Luca Masrè Passaro

Comunicazione, psicologia e persuasione. Autore del Manuale di sopravvivenza alla stupidità umana.

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