Stamattina, aprendo Claude, mi sono trovato davanti un riquadro: «Richiedi 250 $ di crediti per le sessioni cloud».
Duecentocinquanta dollari. Tre passaggi, nessun codice da inserire, applicazione automatica.
La prima reazione è quella di tutti: prendi e scappa. La seconda, se fai il mio mestiere, è un’altra domanda. Che cosa mi stanno regalando, esattamente? E perché?
Qui trovi tutte e due le risposte. Cos’è una sessione cloud, cosa dice l’offerta riga per riga, quanto lavoro valgono quei soldi, come usarli bene nelle prossime cinque settimane. E il meccanismo che c’è dietro, che funziona anche su di te mentre leggi.
In breve
Dal 23 settembre 2026 le sessioni cloud di Claude Code, quelle che lavorano sui server di Anthropic anche a computer chiuso, sono uscite dall’anteprima. Per farle provare, Anthropic dà agli abbonati Pro e Max già esistenti un credito da usare una volta: 100 dollari su Pro, 250 su Max. Si richiede entro l’8 ottobre alle 8:59 ora italiana, scade il 5 novembre alle 8:59, vale solo per le sessioni cloud e serve un account GitHub collegato. Finito il credito, le sessioni cloud restano comprese nel tuo abbonamento e consumano i limiti normali del piano.
Cos’è una sessione cloud, detto semplice
Una sessione cloud è Claude Code che lavora su un computer di Anthropic invece che sul tuo.
Gli dai un compito. Lui prende il tuo progetto da GitHub, lo copia su una macchina virtuale isolata, ci lavora da solo: legge i file, li modifica, prova se funzionano. Tu intanto chiudi il portatile e vai a fare altro. Quando torni, trovi le modifiche pronte da guardare.
Fino a qualche giorno fa si chiamava Claude Code on the web. Il nome nuovo dice meglio la cosa: il lavoro continua anche quando il tuo computer è spento.
Tre parole da tradurre, perché nel riquadro dell’offerta ci sono tutte.
Il repository è la cartella del tuo progetto su GitHub: codice, testi, pagine di un sito, script, cioè piccoli programmi che fanno un lavoro al posto tuo. Se GitHub ti è estraneo, qui trovi cos’è GitHub e perché conta se usi l’AI.
Il branch è una copia di lavoro parallela. Claude scrive lì, mai sulla versione principale del tuo progetto: la documentazione ufficiale lo dice chiaro, la sessione può pubblicare solo sul proprio branch.
La pull request è la richiesta di unire quelle modifiche alla versione principale. Il riquadro promette che «ritrovi una pull request da revisionare». Per essere precisi: ritrovi un branch con le differenze evidenziate, e con un clic su «Create PR», crea la pull request, lo trasformi in pull request. Poi la leggi. Poi decidi.
La sessione si avvia da quattro posti: dal browser su claude.ai/code, dalla scheda Code dell’app sul telefono, dall’app per computer scegliendo Cloud (sui server di Anthropic) invece di Local (sul tuo computer), oppure dal terminale con claude --cloud seguito dal compito. Con il terminale c’è un’avvertenza: la sessione parte da quello che c’è su GitHub, quindi le modifiche che hai solo sul computer vanno prima inviate lì; e il comando apre una sessione nuova, non sposta nel cloud quella che hai già in corso. E con claude --teleport riporti una sessione cloud sul tuo computer, con tutta la sua cronologia.
Sulla sicurezza, due cose che contano. La macchina è isolata, una per sessione. E le tue credenziali di GitHub, secondo la documentazione di Anthropic, restano cifrate sui loro server e non entrano mai nella macchina dove lavora Claude.
Se ti stai chiedendo che differenza c’è con il Claude della chat o con Claude Code sul tuo computer, l’ho spiegato in Claude in chat o Claude Code: cosa cambia davvero. Qui il salto è uno solo: non devi più restare davanti allo schermo.
L’offerta, riga per riga
L’annuncio è arrivato la sera del 23 settembre, con un post dell’account per sviluppatori di Claude: le sessioni cloud sono ufficialmente disponibili, e chi è già abbonato riceve un credito da usare una volta per provarle.
entro le 8:59
Adesso le righe una per una, perché ognuna dice qualcosa.
«Solo per gli abbonati esistenti ai piani Pro e Max.» Vuol dire abbonati individuali, già dentro: secondo BleepingComputer, con l’abbonamento attivo il giorno dell’annuncio. Chi è su un piano Team, o su un piano Enterprise con le postazioni che includono Claude Code, può usare le sessioni cloud, ma il credito non lo riceve.
«Deve essere richiesto entro il 08:59 CEST, 8 ottobre.» È la mezzanotte meno un minuto del 7 ottobre in California, tradotta nell’ora italiana. Il credito non arriva da solo: va richiesto, dal riquadro su claude.ai oppure scrivendo /claim-credit nel terminale di Claude Code.
«I crediti richiesti scadono il 08:59 CET, 5 novembre.» Se leggi articoli americani troverai scritto 4 novembre. È lo stesso istante: le 23:59 del 4 novembre in California sono le 8:59 del 5 in Italia.
«Connetti GitHub e scegli un repository.» Senza GitHub la sessione cloud non parte. Se vuoi cominciare un progetto da zero, la documentazione consiglia di creare prima un repository vuoto su GitHub.
«Non valido per Progetti e Routine.» Il riquadro non lo precisa, ma il riferimento sembra essere ai Progetti di Claude Code, in versione di prova dal 17 settembre, dove Claude coordina tanti lavori in parallelo, ognuno in una sua sessione: i Progetti della chat non girano nel cloud e questo credito non lo toccherebbero comunque. Le Routine sono le automazioni che partono da sole, a orario fisso oppure quando succede qualcosa su GitHub. Girano nel cloud anche loro, e i Progetti in particolare consumano in fretta. Restano fuori dal credito tutti e due: per spenderlo servono sessioni normali, avviate da te.
«Dopo l’utilizzo o la scadenza dei crediti, si applica l’utilizzo regolare del tuo piano.» Questa è la riga che ha fatto più confusione. Il giorno dopo l’annuncio, lo stesso account ha dovuto chiarire: le sessioni cloud sono già comprese nel tuo abbonamento Pro o Max, come il resto di Claude Code. Il credito è un saldo in più che le sessioni cloud spendono per primo; finito quello, tornano sui limiti normali del piano. E la macchina cloud, dice la documentazione, non ha un costo a parte. Un’eccezione da tenere d’occhio: Fable, il modello più potente, su alcuni piani si paga direttamente a consumo, e nessuno ha chiarito se questo credito lo copra.
C’è però una riga che nel riquadro non c’è, e sta nei termini dell’offerta. Il credito è un saldo di «usage credit», il nuovo nome di quello che prima si chiamava extra usage: l’uso a consumo che si attiva quando finiscono i limiti dell’abbonamento, pagato alle tariffe delle API, cioè ai prezzi che Anthropic fa ai programmi che usano Claude direttamente. Richiedendo il credito, autorizzi Anthropic ad attivare gli usage credit sul tuo account, se non lo erano già. Il credito non ha valore in denaro, non si trasferisce, e si perde se disdici, se passi al piano gratuito o se l’account viene sospeso. E Anthropic si riserva di modificare o chiudere l’offerta in qualunque momento. Un’ultima riga per chi paga in euro: gli importi sono annunciati in dollari, ma i termini prevedono l’accredito nella valuta del tuo account, con la conversione decisa da Anthropic.
Nessun allarme: gli usage credit, secondo il centro assistenza, vanno ricaricati in anticipo, e la ricarica automatica si accende solo se la scegli tu. Ma è il tipo di dettaglio che vale due minuti di controllo in Impostazioni, alla voce Utilizzo, dopo aver richiesto il credito.
Un’ultima nota, per chi segue queste cose. Dopo il lancio di Claude Code on the web, il 20 ottobre 2025, a novembre era arrivata un’offerta più ricca: 250 dollari su Pro e 1.000 su Max, aperta anche ai nuovi abbonati, dal 4 al 18 novembre, poi prorogata al 22. Stavolta gli importi sono più bassi, ma le settimane per spenderli sono sei.
Quanto lavoro valgono 250 dollari
La domanda giusta. E la risposta onesta è: Anthropic non lo dice.
Nessuna pagina ufficiale traduce quei dollari in ore di lavoro o in compiti. Si può ragionare solo per ordini di grandezza.
L’unico riferimento pubblicato da Anthropic riguarda gli sviluppatori in azienda che usano Claude Code a tariffe API: in media circa 13 dollari per giornata di lavoro attiva, fra i 150 e i 250 al mese. Se il credito si conta alle stesse tariffe, come succedeva con l’offerta del 2025, 250 dollari sono una ventina di giornate di uno sviluppatore medio. Oppure un mese intero.
Per un uso meno intenso, i conti si fanno per compito. Sistemare i testi di una pagina, scrivere un file di istruzioni, correggere un errore preciso: sono lavori piccoli, e ne entrano parecchi. Rifare la struttura di un intero progetto è un lavoro grande, e se ne mangia molti. A spanne, e lo dico come stima, si va da qualche decina di compiti medi a qualche centinaio di piccoli.
Conta anche il modello. Quello predefinito su Pro e Max è Claude Opus 5.5. Alle tariffe API Sonnet 5.5 costa la metà, sia in entrata sia in uscita. Sui compiti semplici vale la pena provarlo e verificare il risultato: non è una garanzia di dimezzare il consumo, ma se vuoi che il credito duri, il modello va scelto in base al lavoro, non per abitudine.
E un’avvertenza da persona che fa corsi: se lanci più sessioni in parallelo, la documentazione dice che consumi in proporzione. Fare le cose in parallelo fa prima, ma il lavoro da pagare resta lo stesso.
E se non sei un programmatore?
Qui serve dire le cose come stanno.
Se non hai un account GitHub e un progetto lì sopra, per usare il credito devi prima prepararli. Può essere l’occasione per cominciare: un repository vuoto si crea in un minuto, e un sito statico, una raccolta di documenti o qualche script sono progetti perfettamente legittimi. Ma non è un regalo che ti cambia la giornata di lavoro domani mattina.
Se invece un progetto ce l’hai, anche piccolo, ci sono lavori che una sessione cloud fa bene senza che tu sappia programmare. La documentazione di Anthropic ne indica alcuni: farsi spiegare come funziona un progetto che non conosci, scrivere o aggiornare la documentazione, correggere problemi ben definiti, lanciare più compiti in parallelo.
Tradotti per chi ha un sito o qualche automazione, diventano richieste come queste. Sono esempi miei, ricavati dai casi d’uso ufficiali: da provare, non garantiti.
- «Controlla i link interni del sito e correggi quelli rotti.»
- «Aggiungi il testo alternativo alle immagini che non ce l’hanno.»
- «Scrivi un file che spiega, passo per passo, come si aggiorna questo sito.»
- «Trasforma queste note sparse in una guida ordinata, con un indice.»
- «Aggiungi a questo script un controllo degli errori e le istruzioni per usarlo.»
Il segreto è sempre lo stesso: un compito, un risultato che puoi verificare. È la differenza fra delegare e sperare, e ne ho scritto in i 5 livelli per usare Claude sul serio. La sessione cloud è il livello più alto: gli affidi un lavoro intero e te ne vai.
Quattro limiti da conoscere prima di cominciare. La sessione, per impostazione, raggiunge solo destinazioni autorizzate, come GitHub e i servizi da cui si scaricano i programmi: non dare per scontato che arrivi al server del tuo sito, né che ci possa pubblicare. Per lo stesso motivo, sui link esterni al tuo sito può dirti che non li raggiunge anche quando funzionano. Niente password o chiavi segrete nelle impostazioni dell’ambiente: la documentazione avverte che le può leggere chiunque usi quell’ambiente. Le istruzioni e le preferenze che tieni sul tuo computer non arrivano nel cloud: arriva solo quello che sta nel repository. E una sessione impostata come pubblica è visibile a chiunque abbia un account Claude: la documentazione stessa avverte che può contenere codice e credenziali di repository privati.
Perché te li regalano
Anthropic lo dice in una riga: il credito serve a farti provare le sessioni cloud.
È vero. Ed è anche la descrizione più corta di un meccanismo che conosco bene, perché lo insegno. Quella che segue è la mia lettura, non una strategia dichiarata da Anthropic.
Il primo pezzo è il costo di attivazione. La parte difficile di qualunque strumento nuovo è la prima volta: collegare GitHub, scegliere un repository, capire dove si clicca. Il credito paga proprio quella fatica. Una volta superata, la seconda sessione è un clic. E dalla terza può nascere un’abitudine.
Il secondo pezzo è la reciprocità. Chi riceve qualcosa per primo tende a sentirsi in debito, e quel debito spesso si paga in attenzione. Ne ho scritto in perché dare per primo funziona quasi sempre: funziona anche quando sai che sta succedendo.
Il terzo pezzo è la scadenza. Un credito che è già «tuo» e che scade il 5 novembre smette di essere un’opportunità e diventa una perdita possibile. E perdere pesa più di guadagnare: è lo stesso motivo per cui ci muoviamo così volentieri per le cose in regalo, come raccontavo a luglio.
Poi c’è il momento. Il credito arriva il giorno dopo il lancio di Opus 5.5, di cui ho parlato nelle notizie AI della settimana, e quasi insieme a un’altra offerta, diversa da questa, che secondo alcuni siti di settore permette di azzerare i limiti una volta sola. E arriva nove giorni dopo che Anthropic aveva ridotto del 17% i limiti settimanali di Claude Code rispetto al periodo di bonus precedente, come ha raccontato BleepingComputer. Diversi commentatori ci leggono la concorrenza con Codex di OpenAI, Jules di Google e l’agente di GitHub Copilot, che fanno lo stesso lavoro nel cloud. È un’interpretazione, non una dichiarazione.
Niente di tutto questo è un inganno. È marketing fatto bene: ti fa provare una cosa utile nel momento in cui ti serve un motivo per provarla.
La differenza la fa solo sapere come funziona. Chi lo sa, prende il credito e decide lui cosa farne. Chi non lo sa, prende il credito e lascia che sia il credito a decidere.
Il regalo vero non sono i 250 dollari. È la prima volta che ti risparmiano. Dalla seconda in poi, decidi tu se diventa un’abitudine.
Come usarli bene: il piano per le prossime cinque settimane
- Richiedi il credito prima dell’8 ottobre alle 8:59, anche se pensi di usarlo più avanti. Senza richiesta non arriva, e dopo quella data non si richiede più.
- Subito dopo, apri Impostazioni, poi Utilizzo, e controlla tre cose: il saldo che hai già versato, il tetto di spesa mensile e la ricarica automatica. Oltre i limiti inclusi puoi consumare i fondi già versati; e se accendi la ricarica automatica, autorizzi nuovi addebiti.
- Scegli un solo repository. Uno vero, di un progetto che ti serve, anche piccolo: il credito speso su un progetto finto insegna poco. Prima guarda cosa contiene, e dai a Claude accesso solo ai repository che servono.
- Prepara tre compiti chiari, ognuno con un risultato che puoi controllare in cinque minuti. Lanciali uno alla volta, le prime volte, e guarda cosa fa.
- Prima di creare la pull request, leggi le differenze. Tutte. È il momento in cui impari davvero come lavora.
- Dove puoi scegliere il modello, sceglilo in base al compito: Opus 5.5 per i lavori che chiedono ragionamento, uno più leggero per quelli ripetitivi.
- Segna in agenda il 5 novembre, la scadenza prevista, e non aspettare l’ultimo giorno: l’offerta può cambiare. Una settimana prima guarda quanto ti resta, e spendilo su qualcosa che ti serve, invece che sul primo compito che capita.
👉 Leggi anche: Claude Haiku 5.5: tre numeri per lo stesso sconto — in questa settimana Anthropic distribuisce agli abbonati Max e Team anche un credito mensile per l’API.
Domande frequenti
Chi riceve il credito per le sessioni cloud di Claude Code?
Gli abbonati Pro e Max già esistenti: 100 dollari su Pro, 250 su Max, uno per account. Secondo BleepingComputer serviva un abbonamento individuale attivo all’inizio della promozione, il 23 settembre 2026; la fonte ufficiale parla solo di abbonati esistenti. I piani Team ed Enterprise possono usare le sessioni cloud, alle condizioni del loro piano, ma non ricevono il credito. Va richiesto entro l’8 ottobre 2026 alle 8:59 ora italiana e scade il 5 novembre 2026 alle 8:59.
Le sessioni cloud di Claude Code si pagano a parte?
No. Secondo Anthropic sono comprese nei piani Pro, Max e Team e consumano gli stessi limiti di Claude e di Claude Code, senza un costo separato per la macchina cloud. Il credito promozionale si spende per primo; finito quello, si torna ai limiti normali del piano. Si paga di più solo se hai attivato e ricaricato gli usage credit, cioè l’uso a consumo oltre i limiti. Fa eccezione, su alcuni piani, il modello Fable, che si paga a consumo.
Serve saper programmare per usare una sessione cloud?
No, ma servono un account GitHub e un repository, anche vuoto. Le richieste si scrivono in italiano, come in chat. Conviene partire da compiti piccoli e verificabili, come correggere i link interni di un sito o scrivere la documentazione di un progetto, e leggere sempre le modifiche prima di unirle.
Cosa succede quando il credito finisce o scade?
Le sessioni cloud continuano a funzionare e consumano i limiti del tuo abbonamento. Il credito non ha valore in denaro e non si recupera: si perde se scade, se disdici l’abbonamento, se passi al piano gratuito o se l’account viene sospeso.
Duecentocinquanta dollari sono tanti o pochi a seconda di cosa ci metti dentro. Un progetto vero li fa rendere. La curiosità li fa sparire.
Se vuoi portare questo modo di lavorare nella tua azienda, delegare lavori interi a Claude e controllarli con metodo, è quello che facciamo nei laboratori di formazione.
Le fonti
- Annuncio di @ClaudeDevs, 23 settembre 2026, e il chiarimento sui costi del 24 settembre
- Claude Promotional Credit Offer Terms, Anthropic
- Use Claude Code in the cloud e guida rapida, documentazione ufficiale
- Manage usage credits for paid Claude plans, centro assistenza di Claude
- Manage costs effectively, documentazione ufficiale, per il costo medio per giornata
- BleepingComputer, 25 settembre 2026
- Pasquale Pillitteri, 24 settembre 2026, sul riquadro dell’offerta e l’esclusione di Progetti e Routine